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Finanza sostenibile

Il wealth management evolve per diventare leader in Esg

Una ricerca Aipb in collaborazione con Oliver Wyman indaga il livello di maturità dell’industria rispetto all’adozione delle migliori prassi Esg internazionali e traccia percorsi evolutivi verso una piena integrazione entro il 2025

Saverio Perissinotto, ad di Eurizon

Saverio Perissinotto, ad di Eurizon

Associazione Italiana Private Banking - presenta l’indagine sul livello di maturità rispetto all’integrazione delle migliori prassi ESG nella filiera del Wealth & Asset management, condotta con il supporto di Oliver Wyman - società di consulenza del gruppo Marsh & McLennan Companies - che ha accompagnato alcuni tra i principali operatori del settore Wealth & Asset management nel loro percorso di ridefinizione del posizionamento competitivo in tema di sostenibilità nella gestione degli investimenti, nel disegno delle strategie commerciali e nell’adeguamento del modello operativo. 

La filiera italiana considera la sostenibilità un fattore critico e distintivo nella gestione degli investimenti ed è pronta nel suo complesso ad agganciare l’evoluzione come leader. L’analisi mette in evidenza l’impegno elevato dell’industria sotto la spinta della domanda crescente della clientela più sensibile: per il 97% dei wealth manager intervistati la sostenibilità rappresenta un fattore distintivo nella gestione degli investimenti e il 76% dichiara un alto livello di ingaggio del consiglio di amministrazione e del top management sulla sostenibilità degli investimenti. Il 90% del panel dichiara di aver definito una policy per la gestione degli investimenti in chiave sostenibile. 

La rilevanza strategica della sostenibilità nelle gestione degli investimenti che, secondo le stime triplicheranno nei prossimi 5 anni, totalizzando 4500 miliardi di euro nel 2025 e, l’attenzione da parte della clientela e degli operatori, ha spinto AIPB a promuovere l’analisi per tracciare la road map verso una piena integrazione dei principi e delle migliori prassi ESG nei modelli operativi. 

Condotta nel corso del terzo trimestre 2021, la ricerca – che verrà presentata integralmente nel corso del XVII Forum del Private Banking AIPB, in programma, mercoledì 24 novembre, dalle 10:00 alle 13:00, qui il link per l’iscrizione www.forumprivatebanking.it - ha indagato un panel rappresentativo costituito da circa 40 asset e wealth manager, 23 banche private - che insieme rappresentano l’87% degli AUM totali del private banking - e le 19 società di gestione del risparmio leader nazionali e internazionali associate AIPB. L’indagine, si articola su 50 domande per 8 ambiti di ricerca e restituisce la fotografia della filiera e di come essa si stia attrezzando per assumere il ruolo di cinghia di trasmissione fondamentale nel processo di transizione verso un’economia sostenibile nel nostro Paese e in Europa. L’obiettivo dell’analisi è, infatti, tracciare il percorso trasformativo dell’industria affinché l’impegno e l’ambizione di oggi sia realizzato entro il 2025. Nel recente passato, in occasione di importanti evoluzioni normative con impatti materiali sui modelli operativi (come, ad esempio, Mifid II) gli operatori del settore hanno adottato prevalentemente un approccio di conformità normativa.  In materia di sostenibilità l’industria mostra di riconoscere il proprio ruolo abilitante per il successo degli obiettivi fissati dai leader del mondo e conseguentemente la volontà di cogliere appieno le opportunità attuali e prospettiche nel nuovo contesto di riferimento.

Questo percorso, come emerge dall’analisi, dovrà essere accompagnato oltre che da convinzione e impegno, da ingenti investimenti sul fronte del reperimento e formazione delle competenze necessarie e dall’aggiornamento delle piattaforme tecnologiche. Dovrà rivedere i processi della consulenza, fondamentali per garantire risposte appropriate alla domanda di sostenibilità e alla determinazione di un’offerta i cui impatti siano misurabili e determinabili. Un percorso che vedrà, alla fine, le realtà oggi più impegnate assumere la leadership del mercato.

“L’imponente mobilitazione internazionale in risposta all’urgenza climatica e di transizione verso un’economia sostenibile ha messo in evidenza il ruolo cruciale della finanza privata – ha commentato Paolo Langé, Presidente AIPB - Oggi il mondo guarda alla finanza e alla ricchezza privata perché accompagni e moltiplichi gli sforzi delle nazioni nel dare risposte durature alle sfide globali. L’industria sa bene, che non può permettersi di adeguarsi alla trasformazione in atto, ma è chiamata a guidarla. In particolare, la consulenza ha un ruolo chiave nel traghettare il risparmio privato verso una asset allocation sostenibile: non ce lo chiedono solo gli investitori, ce lo chiede la società. La presa di consapevolezza non basta: servono investimenti, nuovi approcci e competenze. La necessità di cospicui investimenti potrà favorire un processo di concentrazione del settore del Wealth Management e allo stesso tempo l’affermarsi di operatori specializzati su alcuni segmenti di nicchia, mentre il tema sociale della riconversione di alcuni settori dovrà essere prioritario nelle agende governative. Il nostro auspicio è che al 2025, il Private Banking sia in grado di esprimere tutto il potenziale per dare le risposte che esigono i nostri nipoti”.

“L’attuazione di una reale trasformazione della finanza in chiave Esg  impone cambiamenti radicali nel modo di rappresentarsi delle imprese, nei processi di selezione degli investimenti , nei sistemi operativi di gestione e nella comunicazione con la clientela – ha aggiunto Saverio Perissinotto, Vice-Presidente di AIPB – Un processo articolato sul quale l’industria del Wealth Management ha voluto confrontarsi attraverso la analisi condotta da Aipb con la consulenza di Oliver Wyman per capire a quale grado di ambizione puntare e in che tempistica. I risultati hanno messo in evidenza un’elevata convinzione ed impegno dell’industria che si sta traducendo in una integrazione graduale delle pratiche più avanzate in termini di Esg.

“Il lavoro fatto con AIPB dimostra come l’industria del wealth e dell’asset management italiana sia pronta per giocare un ruolo chiave nella riallocazione dei portafogli dei propri clienti verso settori e imprese sostenibili - ha concluso Claudio Torcellan, curatore della ricerca, Head of Financial Services for South East Europe di Oliver Wyman - Le realtà più avanzate soprattutto nella produzione sono già allineate alle best practice e possono trainare l’industria. Importante che la transizione verso la sostenibilità acceleri perché realtà estere molto avanzate guardano al nostro paese con interesse non solo per la sua dimensione assoluta ma anche per il cambio generazionale che avverrà nei prossimi 5-10 anni, sapendo che le nuove generazioni compreranno solo sostenibile”.  

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