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Intervista con Romano (Sella Sgr)

Sostenibilità e rendimento, la coppia funziona davvero

L’esperienza sul campo di una delle società di gestione del risparmio nazionali più importanti dimostra che è possibile abbinare gli obiettivi Esg e i ritorni sull’investimento per il risparmiatore

Sostenibilità e rendimento, la coppia funziona davvero

Fatti non parole. Il fenomeno Esg sta davvero rivoltando come un calzino l’intera industria dell’asset management, con un effetto potente sui processi d’investimento, sulla selezione dei titoli e degli emittenti e quindi sull’intera gamma d’offerta dei fondi. Di quanto sta avvenendo nel comparto e sui riflessi sull’attività di una delle più importanti società di gestione del risparmio del panorama nazionale, ne parliamo con Mario Romano, Direttore Investimenti di Sella Sgr.


Dottor Romano, il fattore Esg come sta cambiando il lavoro degli asset manager?

In un mondo che corre in direzione sostenibile, il ruolo dell’asset manager risulta più che mai fondamentale nel finanziare progetti e selezionare aziende innovative, con prospettive di crescita efficienti, superando i passati paradigmi di valutazione legati esclusivamente all’analisi finanziaria. L’integrazione dei principi Esg nelle strategie di investimento è una scelta fondamentale che consente di ottenere risultati tangibili anche al di fuori della sfera economica, con impatti positivi in ambito sociale e ambientale, migliorando e salvaguardando la qualità della vita nel nostro presente e per le generazioni future.


Nel vostro caso la sostenibilità che peso ha nella vostra offerta?

In Sella Sgr abbiamo scelto di includere i criteri di sostenibilità nel processo di investimento dell’intera gamma prodotti, con lo scopo di individuare e misurare i rischi e le opportunità nella sfera ambientale, sociale e di governance di ciascun emittente, facilitandone l’integrazione nella costruzione dei portafogli. Prevediamo in primis uno screening negativo che consiste in specifiche esclusioni di settori controversi o di emittenti con problematiche legate alla governance. 

Come puntare sulle imprese giuste in chiave Esg?

Per i prodotti altamente sostenibili l’Esg diventa un vero e proprio strumento di gestione attiva e lo screening positivo avviene nel continuo, considerando l’approccio alla sostenibilità delle società presenti in portafoglio o potenzialmente da includere, contestualmente alle tradizionali valutazioni fondamentali.  L’obiettivo è quello di favorire, a parità di altre condizioni, emittenti con una più alta vocazione sostenibile e al tempo stesso individuare quelli che potranno maggiormente beneficiare delle opportunità, ambientali e sociali, offerte da questa fase di transizione. In questo particolare momento storico, risulta fondamentale ripensare i criteri di selezione delle realtà in cui investire, privilegiando sempre più le aziende capaci di cogliere il cambiamento in atto sui temi della sostenibilità.


Quali temi d’investimento vede prioritari in questo momento?

Non c’è dubbio che la pandemia abbia contribuito ad un’accelerazione di questi trend, favorendo un allineamento degli interessi economici e finanziari con quelli ambientali e sociali. Attualmente l’attenzione è focalizzata sui temi legati alla transizione ecologica e digitale. La nuova frontiera dell’investimento sostenibile implica invece di pensare alla sostenibilità in senso più ampio, non valutando esclusivamente gli aspetti ambientali, ma guardando anche ai risvolti sociali. Nell’ambito delle obbligazioni sostenibili, per esempio, il processo di selezione di Sella Sgr oltre ai green bond considera anche i social e sustainability bond, ovvero le obbligazioni emesse a sostegno di politiche inclusive, come il deficit abitativo, la sicurezza alimentare, l’accesso all’educazione, alla salute e alla finanza. 


Hanno ancora un senso le valutazioni di tipo geografico e settoriale per cogliere le nuove opportunità d’investimento?

La costruzione di una gamma d’offerta moderna, oggi, non può prescindere da politiche di investimento sostenibili e dai tematici. Proprio in questa fase, appare necessario individuare idee che superino le logiche più tradizionali di tipo geografico e settoriale per cogliere soluzioni trasversali in grado di investire su interi segmenti della vita di oggi e di domani. La tecnologia, la ricerca scientifica, l’ambiente, la mobilità, la sanità assumono significati diversi. Nuove e crescenti risorse verranno convogliate verso le società che in tutto il mondo operano in settori come le infrastrutture green, le energie alternative, la digitalizzazione e l’accesso alla finanza ma anche la nutrizione, la salute e il benessere


Qual è la novità più rilevante negli investimenti socialmente responsabili che vuole segnalarci?

Nell’attività dell’asset manager, il confronto e la collaborazione con importanti partner consentono di arricchire le conoscenze del team di gestione ed accrescere gli strumenti a disposizione dei sottoscrittori. In quest’ottica, in Sella Sgr abbiamo integrato all‘interno dei fondi di fondi una selezione di strategie tematiche per cogliere le tendenze di medio e lungo termine.  In particolare, un anno fa abbiamo lanciato il comparto azionario tematico TFS iCARE, il cui portafoglio si compone di fondi tematici di società che promuovano l’innovazione per la cura, l’ambiente, la ricerca e l’etica. La soluzione di investimento nasce dalla collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi, per coniugare finanza e ricerca scientifica e promuovere investimenti socialmente responsabili.


Quanti sono i fondi articolo 9 e articolo 8 secondo i dettami della Sfdr (la Sustainable finance disclosure regulation, ndr) all’interno della vostra gamma fondi?

Premettendo che abbiamo integrato i criteri di sostenibilità in maniera verticale su tutti i prodotti, ciò non significa necessariamente avere tutti i prodotti Esg. Abbiamo posto attenzione sull’intera gamma per escludere alcune aziende controverse e settori, come quello degli armamenti e del gioco d’azzardo, dai nostri fondi. Con un approccio più rigoroso per i nostri fondi articolo 9 e 8 che oggi coprono il 25% della gamma. 


La sostenibilità paga in termini di rendimenti?

Non sempre ma sicuramente paga in termini di rischio e in chiave di medio-lungo termine le aziende più virtuose consegneranno risultati migliori ai propri investitori. Certo i fondi high yield che hanno come mission la ricerca di rendimento in linea teorica possono pagare qualcosa in più in termini di ritorni prospettici ma associati a una maggiore volatilità. La nostra esperienza in ambito azionario Esg, relativa a uno dei nostri fondi di maggior successo, il già citato TFS iCARE, dimostra che si possono raggiungere entrambi gli obiettivi: quello della sostenibilità e quello del ritorno per il cliente, grazie alle ottime performance ottenute dal lancio.


Uno degli aspetti più interessanti è il ruolo attivo degli asset manager nel determinare il cambiamento in chiave Esg delle aziende, attraverso le attività di engagement? È così?

Dobbiamo iniziare a pensare che l’analisi non è più solo finan- ziaria. Nei prossimi anni le aziende diventeranno più virtuose e si presenteranno a noi peraltro con una crescente appeti- bilità. Anche nel nostro caso una parte della nostra attività nella sostenibilità si sostanzia in azioni di engagement. Sono occasioni che ci mettono in contatto con l’economia reale e ci consentono di domandare alle aziende qual è il grado di implementazione della sostenibilità dei propri processi produttivi. Questa è un’attività molto utile perché da un lato promuoviamo l’adozione di logiche Esg e dall’altro comprendiamo a che punto sono le aziende nella loro adozione. L’engagement quindi è un momento di contatto attivo con le imprese sia grandi che medio-piccole.

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