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Scenari | Generali Investments 

Green bond: l’Ue destinata a dominare il settore

«Fino al 30% degli 800 miliardi del Next Generation verrà raccolto con l'emissione di obbligazioni verdi fino al 2026, rendendo l’Unione Europea il primo emittente al mondo in questo segmento». Il commento di Florian Späte

Green bond: l’Ue domina il settore

È stato emesso ad ottobre il primo bond verde dell’Unione Europea, dal valore di 12 miliardi di euro e con durata 15 anni. L’obbligazione ha attirato subito gli investitori ottenendo più di undici sottoscrizioni per 135 miliardi. Si tratta del più grande green bond mai emesso sui mercati, e serve a finanziare la componente green degli 800 miliardi di euro previsti dal Next Generation Eu, programma che, fino ad oggi, ha visto l’Ue collocarvi obbligazioni per un valore di 71 miliardi. Fino al 30% di questi 800 miliardi del Next Generation infatti (250 miliardi di euro), verrà raccolto attraverso l'emissione di green bond sino al 2026, facendo dell’Unione Europea il primo emittente al mondo in questo segmento.

Ma con l'emissione di obbligazioni Sure, l'Ue aveva già sottolineato il suo impegno a promuovere la creazione di obbligazioni sostenibili. «Sure è il programma dell'Unione Europea per finanziare i programmi di occupazione nei paesi membri durante la crisi del Covid-19», spiega Florian Späte, senior bond strategist di Generali Investments. «Tra ottobre 2020 e maggio 2021, l'Ue ha collocato circa 90 miliardi di euro di obbligazioni sociali. Questo l’ha resa il più grande emittente di social bond al mondo. Il quadro applicato è conforme ai principi dei social bond dell'International Capital Market Association (Icma), e l’Unione Europea ha già annunciato che altri 5 miliardi di euro saranno emessi nel 2022 (il limite totale di Sure è di 100 miliardi di euro)».

Questo ha dato un'ulteriore spinta al mercato già in rapida crescita delle obbligazioni Esg, e ha confermato l'impegno dell'Ue per la finanza sostenibile. Il volume e la liquidità delle obbligazioni sostenibili stanno infatti aumentando rapidamente, e dal momento che le obbligazioni verdi emesse dall'Ue sono allineate con i principi delle obbligazioni verdi dell'Icma, permettono agli investitori di diversificare i loro investimenti.

Per raccogliere i fondi necessari al Next Generation Eu, l'Unione Europea applica una strategia di finanziamento diversificata, che si basa su molteplici strumenti di finanziamento, tra cui obbligazioni a medio e lungo termine. «Fino ad oggi l'Ue ha condotto cinque transazioni sindacate e due aste, emettendo un volume di 71 miliardi di euro (quasi 50 miliardi di euro hanno una scadenza originale di più di 10 anni)», continua Späte. «Alla fine di ottobre, ha ridotto il suo obiettivo di finanziamento annuale da 80 miliardi di euro a 71 miliardi di euro. Di conseguenza, non effettuerà ulteriori emissioni fino alla fine del 2021. Il nuovo piano di finanziamento per H1 2022 sarà pubblicato a dicembre, mentre l'importo complessivo del Next Generation si traduce in volumi di prestito annuali di circa 150 miliardi di euro in media. Stimiamo quindi un volume di emissioni Ue di almeno 200 miliardi di euro nel 2022, di cui circa 70 miliardi probabilmente obbligazioni verdi. Ciò implica che la quota di obbligazioni verdi (attualmente intorno al 5%) aumenterà sostanzialmente negli anni a venire».

Come per altri emittenti, le obbligazioni Esg dell'Ue sono scambiate con un premio. Il premio è visibile sia sul mercato primario che su quello secondario, poiché le obbligazioni Esg stanno attirando più interesse da parte degli investitori rispetto a quelle convenzionali. Quindi, l'emissione di obbligazioni Esg riduce i costi di finanziamento dell'Ue rispetto ai bond vanilla. «Tra la forte domanda degli investitori e l'offerta limitata ci aspettiamo che questo cosiddetto ‘greenium’ persista nel prossimo futuro», conclude l’esperto. «L'oversubscription indica che la domanda degli investitori continuerà a superare l'offerta».

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