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Scenari | Pimco

Portafogli, quali opportunità nei prossimi anni?

«Il mercato privato non ha giovato degli ingenti stimoli fiscali immessi dalle autorità durante la pandemia, ma riteniamo che un investimento con un orizzonte a cinque anni sarà comunque in grado di generare rendimenti interessanti nel contesto di un'ampia asset allocation». Il commento di Dan Ivascyn

Portafogli, quali opportunità nei prossimi anni?

Più innovazione tecnologica significa più produttività, e più produttività significa più crescita economica. Potrebbe essere il caso della transizione energetica a cui stiamo assistendo, dove le aziende meno green tendono ad accumulare più debito. «Per questo», dice Dan Ivascyn, chief investment officer di Pimco (nella foto a lato), «all'interno del nostro portafoglio a reddito fisso dobbiamo essere sufficientemente difensivi e selettivi, perché questa era di trasformazione porterà a vincitori e vinti. In questo contesto siamo positivi sui prodotti strutturati. Una regolamentazione più rigida seguita alla crisi finanziaria globale ha reso più difficile correre rischi eccessivi all'interno di questa asset class. In un contesto economico di notevole incertezza, riteniamo che questa asset class fornisca sufficienti garanzie ed al contempo anche un ritorno di capitale coerente con il rischio assunto».

Il comparto obbligazionario emergente rappresenta un ulteriore segmento di mercato attraente per Pimco. Le valutazioni a lungo termine nei vari sotto-segmenti sembrerebbero infatti interessanti, se analizzate con una prospettiva top-down. «Se però si valuta la stessa asset class con una logica inversa», precisa Ivascyn, «ovvero quella bottom-up, emergono diverse aree di incertezza che coinvolgono la sfera politica, le tensioni in corso con la Cina e le implicazioni per i mercati emergenti. Rimaniamo prudenti e selettivi riguardo questa asset class ma pensiamo che sia in qualsiasi caso un buon elemento di diversificazione per il portafoglio».

Per quanto riguarda le azioni invece, secondo Pimco i rendimenti azionari saranno inferiori a quelli a cui ci siamo abituati finora. «Infine», conclude l’esperto, «riteniamo che il mercato privato non abbia giovato degli ingenti stimoli fiscali immessi sui mercati finanziari dalle autorità durante la pandemia, in compenso, abbiamo notato che gli investitori hanno preferito segmenti di mercato più immediatamente investibili come credito generico, mercati dei tassi e titoli garantiti da ipoteche. Nonostante questo, pensiamo che un investimento con un orizzonte a cinque anni sarà comunque in grado di generare rendimenti interessanti nel contesto di un'ampia asset allocation».

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