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Obbligazionario: opportunità per le duration più lunghe

«Ci aspettiamo che i Treasury a 10 anni entrino in un range dell'1,7%-2% e che il Bund decennale si avvicini allo 0% nei prossimi trimestri». Il commento di Norman Villamin

Obbligazionario: opportunità per le duration più lunghe

L’inflazione continua ad essere spinta al rialzo dai prezzi in aumento di energia e materie prime, nonché da una domanda globale sempre più solida, e le banche centrali stanno a guardare: l’impennata “transitoria” dell’aumento dei prezzi sembra durare più a lungo del previsto. I mercati obbligazionari hanno prezzato queste pressioni, attraverso l'aumento dei rendimenti e il forte aumento dei tassi di inflazione breakeven negli Stati Uniti e nell’Eurozona.

Le posizioni della Fed sono leggermente più hawkish, con i continui avvisi della riduzione degli acquisti di asset nel quarto trimestre (il tanto chiacchierato tapering). Nonostante un obiettivo di inflazione più flessibile, le prospettive di crescita e lavoro sembrano bastare alla banca americana per giustificare la riduzione delle iniezioni di liquidità, e alcuni governatori della Fed hanno anticipato le attese sul primo dei rialzi dei tassi previsti nel 2022. La Bce dal canto suo sembra fiduciosa rispetto al proprio scenario d'inflazione, e ribadisce le aspettative per un allentamento significativo nel 2022. Tuttavia, ci si aspetta che i colli di bottiglia nell'industria durino più a lungo del previsto, e tra i governatori manca il consenso su quanto debbano durare gli acquisti di asset.

«Poiché gli investitori temono sempre di più un’accelerazione dell’irrigidimento delle politiche delle banche centrali a causa delle pressioni inflazionistiche, i tassi front-end sono cresciuti considerevolmente, mentre l’aumento dei timori sulle prospettive di crescita a lungo termine ha limitato ancora la salita dei rendimenti dei bond a lunga scadenza», commenta Norman Villamin, chief investment officer wealth management di Union Bancaire Privée (nella foto a lato). «I rendimenti dei bond a lunga scadenza potrebbero entrare in un periodo di grande volatilità, e affrontare un aumento delle pressioni al rialzo nei prossimi mesi. Ci aspettiamo che i Treasury a 10 anni entrino in un range dell'1,7%-2% e che il Bund decennale si avvicini allo 0% nei prossimi trimestri. Questo creerebbe opportunità per ricostruire posizioni con duration più lunghe».

Gli spread del credito rimangono particolarmente bassi, riflettendo tassi di default limitati grazie ad un contesto economico favorevole. Tuttavia, in un contesto di maggiore volatilità e di aumento dei rendimenti obbligazionari, questi spread bassi offrono una protezione limitata e la ricompensa del rischio appare meno interessante per il futuro. «Nei prossimi mesi», dice Villamin, «ciò dovrebbe giustificare un atteggiamento progressivamente più cauto sul credito».

Il repricing dei rialzi dei tassi di interesse della Fed è stato favorevole per il dollaro, ma ha innescato deflussi dalle obbligazioni emergenti. «Le prospettive di un aumento dei tassi Fed Funds, la crescita dei rendimenti dei long bond e i continui timori sul credito nei mercati emergenti, in particolare in Cina, hanno ridotto l'attrattiva delle obbligazioni emergenti», spiega l’esperto. «Restiamo quindi selettivi sulle obbligazioni corporate emergenti e cauti sulle obbligazioni emergenti, viste le prospettive più favorevoli per il dollaro».

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