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Sostenibilità

Lombard Odier: Germania, Stati Uniti e Cina trarranno i maggiori benefici dalla transizione green

Secondo uno studio fatto con l’Università di Oxford, l'Italia mostra prospettive molto promettenti nella produzione e nell’export di energie rinnovabili

Lombard Odier: Germania, Stati Uniti e Cina trarranno i maggiori benefici dalla transizione green

Hubert Keller, Senior Managing Partner di Lombard Odier

Da un nuovo studio di Lombard Odier e Smith School of Enterprise and the Environment (“SSEE”) dell’Università di Oxford emerge che Germania, Stati Uniti e Cina sono i paesi che trarranno i maggiori benefici dalla transizione in corso verso un’economia green. In termini di competitività, l’Italia mostra importanti prospettive di crescita nella produzione e nell’export di energie rinnovabili.

Il report, dal titolo “Predictors of Success in a Greening World”, offre una panoramica a livello mondiale con una prospettiva di 25 anni sulla posizione occupata dai paesi nel commercio globale delle industrie green ad alta crescita. Inoltre, il report analizza la capacità di ogni paese di indirizzare adeguatamente il proprio budget per la ripresa a seguito della pandemia di Covid-19 per promuovere una fase di ripresa basata sulla sostenibilità.

Attraverso l’uso di ricerche all’avanguardia, Lombard Odier e SSEE hanno identificato i paesi che si stanno specializzando nei settori ecosostenibili ad alta crescita, quelli che sono in ritardo nel percorso di transizione e, infine, quali sono le opportunità di investimento nella transizione globale verso un maggior utilizzo di energia pulita e sistemi di produzione sostenibili. Il report applica due strumenti di misurazione per valutare la capacità dei vari paesi di capitalizzare la transizione green.

Il report applica due quadri di misurazione per valutare le capacità dei singoli paesi di capitalizzare sulla transizione green: il Green Complexity Index (“GCI”), per misurare il numero e la complessità dei prodotti ecosostenibili esportati in modo concorrenziale da un paese legato alla green competitiveness e alla crescita della green economy nel tempo; e un Green Complexity Potential (“GCP”), per misurare la capacità di ogni paese di produrre ed esportare in maniera competitiva tipologie di prodotti attualmente ancora inesplorati nel mercato. Quest’ultimo indicatore che ha dimostrato di essere un solido fattore della futura competitività green (GCI).

Dal report si evince che:

·        Germania, Italia, Spagna, Stati Uniti e Cina sono tra i paesi destinati a beneficiare maggiormente dalla transizione ecologica, grazie alle loro forti competenze produttive e tecnologiche in ambito green;

·        In passato paesi come Australia e Emirati Arabi hanno ricoperto posizioni basse nel ranking a causa della loro eccessiva dipendenza dalle esportazioni di combustibili fossili. L’Australia però possiede un immenso potenziale di energia rinnovabile e gli EAU hanno manifestato una chiara intenzione di voler diversificare la loro capacità di produzione, che ha portato al recente aumento della competitività e del potenziale green.

·        Questo panorama competitivo globale non è statico, e le differenze di budget per la ripresa post-pandemia potrebbero trainare i cambiamenti nelle competenze green in futuro. Per alcuni paesi con un ranking GCI più elevato, come Olanda e Italia, il budget per una ripresa green è relativamente basso, meno dello 0,1% del loro PIL. Altri paesi, tra cui Stati Uniti, Germania e Cina, hanno investito fino all’1% del loro PIL in investimenti per la ripresa verde.

Implicazioni per gli investitori: Per gli investitori che cercano una maggiore esposizione alle industrie del comparto dell’energia green, quelle eoliche e solari rappresentano un’area di interesse sempre più importante, questo tenendo in considerazione la crescita prevista per le tecnologie per l’energia rinnovabile e la posizione che esse occupano nelle catene di fornitura integrate a livello globale. Grazie all’analisi di un campione internazionale iniziale composto da 1.700 aziende, il report identifica 93 aziende eoliche e solari quotate in borsa che sono ottimamente posizionate per beneficiare dell’interesse non solo politico, ma anche degli investitori. 

Attraverso un quadro a tre livelli, le catene di valore del campione iniziale sono state mappate nel framework S&P Global Trucost Climate Impact Sectors Classification (“CISC”). Ad ogni settore è stato poi assegnato un Exposure Score (da 0 a 1), che considera il valore aggiunto e la specializzazione per restringere il campione a quelle aziende con il più alto potenziale di creazione di ricavi. Infine, i punteggi di esposizione del settore sono stati utilizzati per creare un Purity Score generale per ogni azienda, misurandone la pertinenza al tema dell’energia eolica e solare.

Una maggiore collaborazione tra politici e investitori istituzionali, per incanalare il sostanziale pool di capitale privato attualmente indirizzato al settore delle rinnovabili, svolgerà un ruolo fondamentale nel facilitare la crescita di queste aziende. Il report segnala inoltre il ruolo centrale che le aziende europee rivestiranno nella transizione verso l’energia eolica e solare, tanto che quelle con un alto ranking GCP rappresenteranno probabilmente un’opportunità interessante per gli investimenti del settore privato.

Hubert Keller, Senior Managing Partner di Lombard Odier, ha dichiarato: “La transizione ambientale è la sfida più impellente del settore finanziario. La posizione di Lombard Odier nel condurre questo dibattito e nel presentare quadri di riferimento e soluzioni per riallocare il capitale privato in un’economia rispettosa dell’ambiente è supportata da questa eccezionale partnership con l’Università di Oxford. Lo studio offre approfondimenti chiari e basati su dati scientifici a disposizione degli investitori che cercano di sfruttare la transizione verso la sostenibilità”.

Michael Urban, PhD, Deputy Head of Sustainability Research di Lombard Odier, ha affermato: “La pubblicazione del nostro report condotto in collaborazione con la Smith School of Economics and the Environment dell’Università di Oxford è un evento significativo per noi, in quanto continuiamo a promuovere iniziative che supportano governi, aziende, società civile e, in definitiva, gli investitori nell’identificare le opportunità di investimento in un mondo sempre più green. Man mano che i paesi di tutto il mondo si impegnano a passare a sistemi di produzione ed energia più sostenibili, l’importanza dell’allocazione dei capitali nel guidare lo sviluppo di soluzioni per combattere il cambiamento climatico non è mai stata così evidente. Pertanto è essenziale determinare accuratamente quali paesi, industrie e aziende sopravvivranno, prospereranno e definiranno il nuovo scenario industriale. Il nostro report delinea una traiettoria a lungo termine per i paesi mentre tutto il mondo inizia ad adottare modelli energetici green e sviluppa soluzioni per guidare questa trasformazione energetica a beneficio del pianeta e della società in generale”.

Cameron Hepburn, Professore di Economia Ambientale all’Università di Oxford e Direttore della Smith School of Enterprise and the Environment, ha commentato: “Offrire ricerche e framework per supportare il raggiungimento dell’economia net zero e lo sviluppo sostenibile è il fulcro della nostra mission, e siamo orgogliosi di aver collaborato con Lombard Odier alla stesura di questo report che dovrebbe fungere da campanello d’allarme per i paesi in ritardo in termini di adozione delle energie pulite. Questi, non solo stanno frenando gli sforzi per combattere il cambiamento climatico, ma stanno anche perdendo preziose opportunità per trarre beneficio della transizione energetica”.

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