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Nessuna variante Omicron sulla ripresa europea

Secondo S&P Global Ratings, l'Eurozona supererà i livelli di attività pre-pandemia nel quarto trimestre 2021 nonostante l’aumento dei contagi in alcuni Paesi

Von Der Leyen: italiani non siete soli

Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione europea


La nuova ondata di contagi da Covid-19 farà deragliare la ripresa nel Vecchio Continente? S&P Global Ratings ritiene che il recente aumento dei contagi in alcuni Paesi potrà solo rallentare un po' i consumi, ma consentirà comunque all'economia dell'Eurozona di superare livelli di attività pre-pandemia nel quarto trimestre 2021. Nell’Eurozone Economic Outlook 2022: A Look Inside The Recovery, siglato dal senior economist Marion Amiot e dall’Emea Chief economist Sylvain Broyer, si sostiene che se è vero che i tracciamenti di Google sulla mobilità in Paesi come Austria, Olanda e Belgio sono già scesi del 10% nelle ultime settimane rispetto ai livelli pre-pandemia, tuttavia è troppo presto per prevedere un calo della produzione. “Innanzitutto – è scritto nel report - non è ancora chiaro se la variante Omicron è resistente ai vaccini e se è molto mortale”. Pertanto, gli analisti mantengono invariata la previsione di crescita della zona euro al 5,1% per il 2021 e abbassano le prospettive per il 2022 di 0,1 punto percentuale a quota 4,4 per cento.

La tesi degli analisti di S&P Global Ratings, come mostra l'ultimo lockdown, è che le restrizioni non riducono necessariamente la domanda aggregata. Imprese e consumatori hanno infatti imparato convivere con i blocchi, e i governi possono facilmente estendere o riattivare misure di sostegno, come per esempio piani di congedo e varie garanzie di credito. Inoltre, l’industria europea ha ancora una mole di ordini inevasi, accresciuta dalle strozzature nella catena di approvigionamento, mentre gli indicatori in tempo reale (come, per esempio, il chilometraggio dei camion) suggeriscono che l'attività di produzione si è completamente ripresa nel quarto trimestre.

Secondo S&P, infine, un rallentamento nell'ultima parte del quarto trimestre potrebbe essere compensato da una ripresa più forte a febbraio o marzo 2022. “I colli di bottiglia dell'offerta dovrebbero iniziare ad attenuarsi mentre ci avviciniamo al 2022”, scrivono gli analisti. I primi segnali di inversione sono già visibili. I costi di spedizione, i prezzi del legname e l’arretrato di ordini per i produttori di Taiwan sono in progressivo allentamento, suggerendo che il picco delle pressioni sulla catena di approvvigionamento potrebbe essere alle spalle, “nonostante la maggior parte delle imprese sia convinta che tali vincoli ostacoleranno la produzione fino alla seconda metà del 2022”.
 

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