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Blockchain: il valore della “fiducia distribuita”

Facilitando gli scambi in un mondo sempre più connesso, questa tecnologia è già un tema di investimento. Ma occorre capirne la portata trasversale, come spiega Anthony Ginsberg di HANetf

La finanza corre lungo la blockchain

Nell’accezione più nota all’opinione pubblica, il termine Blockchain è spesso utilizzato in modo generico per indicare il mondo delle cripto valute. In pratica, la tecnologia alla base del loro sviluppo ha finito per diventare sinonimo della sua applicazione più nota.
Un equivoco che fa sì che il suo valore come tema di investimento venga a essere sottostimato, come spiega Anthony Ginsberg (nella foto), creatore di Han-Gins Tech Megatrend Equal Weight Ucits Etf, lanciato sul mercato europeo nel 2018 tramite la piattaforma HANetf.
“La maggior parte degli investitori ha sentito parlare di valute digitali ma raramente considera come tema di investimento la tecnologia che abilita il loro funzionamento. La potenzialità di applicazione della Blockchain nel mondo reale va infatti ben oltre il più conosciuto mondo delle cripto valute. Se dovessimo sintetizzare che cosa è la Blockchain in poche battute potremmo dire che si tratta probabilmente della soluzione al più grande problema con cui Internet ha dovuto aver a che fare fin dalla sua nascita: la fiducia”.

Dal problema….
Secondo Ginsberg, l’impossibilità di toccare con mano il bene che si sta acquistando avrebbe in parte disincentivato molti consumatori dal ricorrere all’ecommerce. A ciò va aggiunto il fatto che qualsiasi transazione è caratterizzata dal “rischio di controparte” dato che qualunque attore di una transazione potenzialmente potrebbe non adempiere ai propri obblighi (o peggio, commettere una frode). “In un mondo connesso la maggior parte delle transazioni non riescono ad avvenire perché le parti semplicemente non si fidano abbastanza l’una dell’altra e quindi non procedono fino all’atto conclusivo dell’acquisto”.
La Blockchain può invece risolvere questo problema andando a colmare questo gap di fiducia e Ginsberg ci spiega come: “Considerate la ricchezza della famiglia Medici nel XV secolo. Il parallelo può sembrare inusuale, ma la famiglia fiorentina dei Medici è stata in grado di arrivare a dominare il sistema commerciale di quell’epoca con un’elegante innovazione, la contabilità a doppia entrata che ha reso più facile rilevare i possibili errori. Fare affari con la famiglia Medici era considerato semplicemente sicuro e di questo aspetto i loro affari ne beneficiarono enormemente. Ma c’era ancora un rischio: qualcuno avrebbe comunque potuto alterare i libri o semplicemente distruggerli. L’equivalente di questi possibili problemi ai giorni nostri è rappresentata dalla compromissione o violazione dei registri digitali delle transazioni”.


…alla soluzione dei “Distributed Ledger”
Tornando ai giorni nostri, per capire il parallelismo occorre spostarsi e guardare al problema dal punto di vista delle aziende e al modo in cui vengono conservati i dati.
“Quando un “record-keeper” centralizzato si spegne, l’intera rete di controparti crolla”, precisa Ginsberg. “A causa di questo rischio, gran parte delle attività segue attualmente un modello decentralizzato in base al quale le aziende mantengono più server in contemporanea. Nel caso in cui un server venga compromesso, solo alcune informazioni diventano vulnerabili. I modelli distribuiti, conosciuti come “Distributed Ledger”, basati su tecnologia Blockchain permettono di risolvere questo problema. Tutti i nodi sono mantenuti continuamente in tutta la rete. Per cambiare un nodo,ovunque nel sistema, la maggioranza degli altri detentori di nodi deve essere d’accordo che si tratta di un cambiamento legittimo. In questo senso possiamo dire che la Blockchain inaugura una nuova era nella fiducia distribuita”.

Diversi ambiti di applicazione, tante opportunità
A rendere poi questa tecnologia un tema di investimento così significativo è la dimensione dell’opportunità, come dimostrano alcuni esempi. “Il trasferimento di denaro attraverso i confini territoriali risulta ancora oggi proibitivo, con commissioni esorbitanti. Abbassare questo tasso è l’obiettivo a cui punta JP Morgan con il lancio della sua piattaforma Blockchain, Onyx”, spiega Ginsberg. “Un altro esempio del potenziale di crescita di questo settore è dato dalla catena di approvvigionamento transfrontaliera, finita sotto i riflettori durante la prima ondata di Covid-19. Questo settore dal valore di 20 trilioni di dollari è ancora oggi frenato da problemi di fiducia, ma già nel 2018, Maersk e IBM avevano lanciato per la prima volta una piattaforma di supply chain, TradeLens, la quale permette di avere un libro mastro elettronico in grado di creare un record di transazione trasparente e sicuro”.

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