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Cina, dove investire nel 2022

Autosufficienza, digitale, transizione, salute e ricchezza: questi i temi da tenere ben presente per l’anno venturo. Il commento di Nicholas Yeo

Cina, dove investire nel 2022

Gli interventi di Pechino hanno colto i mercati impreparati, ma è ancora presto per urlare alla fine del capitalismo in Cina. Secondo gli esperti, sono cambiamenti che vanno considerati nel contesto di un panorama tecnologico in rapida evoluzione, e non è previsto alcun giro di vite sui settori privati del settore tecnologico.

«La New Economy rimane una componente vitale della visione cinese di un'economia moderna basata sui consumi», spiega Nicholas Yeo, responsabile azionario Cina di Abrdn (nella foto a lato). «Il settore privato mantiene anche un ruolo cruciale nell'assicurare che l'economia cinese continui a innovare e prosperare, e che Pechino raggiunga il proprio obiettivo di diventare una nazione moderatamente prospera entro il 2035. La Cina ha bisogno che i propri mercati dei capitali funzionino bene per aiutare a spingere la crescita. Crediamo che la reazione del mercato alle misure normative sia stata esagerata e che la vendita indiscriminata abbia creato opportunità d'investimento. Vediamo un futuro brillante per le società in grado di adattarsi ai cambiamenti del quadro normativo e di allinearsi agli obiettivi politici in aree quali l'innovazione digitale, la tecnologia verde, l'accesso a un'assistenza sanitaria a prezzi contenuti e il miglioramento del benessere. Inoltre, prevediamo che gli investitori si concentreranno nuovamente sui punti di forza delle società, favorendo quelle di elevata qualità».

Secondo l’esperto, i temi chiave per investire in Cina in vista del 2022 saranno cinque. In primis, l’aspirazione cinese di raggiungere l’autosufficienza: «In generale», dice Yeo, «ci aspettiamo che i nomi legati ai beni di consumo saranno favoriti dalla preferenza dei consumi interni rispetto alle esportazioni. Investiamo nella teoria della premiumisation cinese, secondo cui l'urbanizzazione e l'aumento della ricchezza della classe media guideranno la domanda di beni e servizi premium nel lungo termine. Questo si allinea all'obiettivo della Cina di diventare una nazione moderatamente prospera entro il 2035. Abbiamo posizionato il nostro portafoglio per capitalizzare la continua crescita della classe media. Se da un lato il governo si è mosso per contenere i costi di base per la popolazione, dall'altro non ci aspettiamo che metta un freno alle spese discrezionali di fascia alta, anche se la riforma dell'istruzione che ha trasformato i servizi di doposcuola privati in società no-profit è stata un'eccezione».

C’è poi il digitale, tema che si allinea con gli obiettivi politici del governo di autosufficienza e localizzazione, così come con il miglioramento della produttività, la riduzione dei costi, l'aumento dell'innovazione e il contributo alla crescita economica. «Le nostre posizioni in questo settore», spiega l’esperto, «sono principalmente nomi legati al software. Le società domestiche sono avvantaggiate in questo ambito, data la conoscenza del mercato e la preferenza per la localizzazione in aree come la sicurezza informatica e i servizi cloud, elementi importanti anche per la sicurezza nazionale. Sebbene la consapevolezza e la spesa per la sicurezza informatica siano inferiori in Cina rispetto al resto del mondo, ci aspettiamo un'accelerazione. Se la Cina vuole muoversi ulteriormente lungo il percorso verso un'economia digitale, avrà bisogno di digitalizzare alcune aree dell'industria (come il software-as-a service nell'edilizia). I produttori di elettrodomestici intelligenti sembrano meno a rischio di azioni normative, anche se qualsiasi politica che abbia un impatto sulla proprietà della casa o sui volumi delle transazioni immobiliari potrebbe avere un impatto indiretto su questo segmento».

Tema chiave per gli investimenti, sarà anche il green, che si allinea con la politica del governo su decarbonizzazione ed emissioni nette zero entro il 2060. La Cina domina la capacità produttiva globale per l'energia rinnovabile e lo stoccaggio, rappresentando il 90% del solare e il 75% delle batterie. «La decarbonizzazione dell’economia globale richiede enormi investimenti nelle energie rinnovabili e nello stoccaggio, lasciando la Cina in prima linea per beneficiarne», continua Yeo. «Anche altre industrie dovranno fare la loro parte per decarbonizzare, quindi ci aspettiamo di vedere maggiori investimenti nel miglioramento dei macchinari e nell'aumento dell'efficienza energetica. Tra le nostre posizioni figurano produttori di pannelli solari, produttori di componenti, produttori di batterie e relativi componenti, aziende legate all'automazione oltre a una società che si occupa dell'aggiornamento delle reti elettriche per un futuro rinnovabile».

Da tenere presente sarà anche la salute, con i servizi sanitari in linea con gli obiettivi politici generali che puntano a rendere l'assistenza sanitaria meno costosa e più accessibile a tutti, un altro pilastro chiave per la prosperità comune. A spingere ulteriormente lo sviluppo di un’assistenza sanitaria più economica e accessibile, sono anche le sfide demografiche che la Cina deve affrontare, come il rapido invecchiamento della popolazione. «Abbiamo inoltre una posizione in una catena di ospedali oftalmologici che forniscono cure oculistiche su base discrezionale a pazienti privati, un settore che a nostro avviso ha un rischio di regolamentazione limitato», aggiunge l’esperto. «Sottopesiamo invece le società farmaceutiche, ritenendo che debbano affrontare un rischio normativo più elevato a causa della pressione sui prezzi dei farmaci. Anche la localizzazione delle attrezzature di produzione e delle forniture sanitarie è un'area in cui vediamo opportunità».

Infine, c’è il tema della ricchezza, allineato con l'obiettivo della Cina di diventare una società moderatamente prospera entro il 2035. Il settore dei servizi finanziari gioca un ruolo chiave nella creazione e protezione della ricchezza. «In questo settore», spiega Yeo, «puntiamo su società che favoriscono la creazione di un mercato dei capitali e finanziario solido, tra cui consumer banking di qualità della Cina e società di software che supportano lo sviluppo dei mercati dei capitali, come il trading e la gestione del portafoglio.  L'adozione di servizi assicurativi rimane bassa in Cina rispetto al resto del mondo. Come tale, vediamo un grande mercato potenziale in termini di assicurazioni su vita e salute, soprattutto perché la popolazione sta invecchiando rapidamente. Ci aspettiamo che la recente stretta sulle assicurazioni online favorisca le compagnie di qualità superiore e aumenti gli standard generali del settore».

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