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Scenari | Union Bancaire Privée  

Il metallo giallo torna alla ribalta

«Prevediamo che i prezzi dell'oro scambieranno in un range di $1.800 - $1.900, ed identifichiamo eventuali rischi nella parte al ribasso di questo intervallo». Il commento di Peter Kinsella

Il metallo giallo torna alla ribalta

I tassi reali sono in territorio negativo, e così rimarranno per il 2022, stando a quanto dicono gli esperti. Cosa che andrà a vantaggio dell’oro: più durerà questo periodo, più vantaggio avrà il metallo giallo. La probabilità che le banche centrali continuino ad assicurare politiche monetarie largamente accomodanti nel corso del 2022, non sono poche, così come quelle che la Bce sostituisca il programma PEPP con un rafforzamento del programma APP di lunga data. Insomma, tutto va a favore dei prezzi del bene rifugio.

Per quanto riguarda l’inflazione poi, i dati sia nelle economie sviluppate che in quelle emergenti hanno superato al rialzo le aspettative negli ultimi mesi. «Prevediamo», commenta Peter Kinsella, global head of forex strategy di Union Bancaire Privée (nella foto a lato), «che i tassi d'inflazione rimarranno elevati nel primo trimestre del 2022, riflettendo gli effetti di base nell'Eurozona e gli alti livelli dell’owners equivalent rent negli Stati Uniti. Qualsiasi sorpresa al rialzo sul fronte dell’inflazione, e in particolare il ritmo degli aumenti dei prezzi su base mensile, sarà accolta in modo costruttivo dal metallo giallo. Prevediamo che l'inflazione inizierà a diminuire nella seconda metà dell'anno». 

A seguito della pubblicazione dei dati dell'IPC statunitense di ottobre, che ha registrato un 6,1% su base annuale, il posizionamento degli investitori sembrerebbe aumentato. «La prospettiva di un'inflazione più elevata ha portato gli investitori ad aumentare le esposizioni sia in Etf che in futures», spiega Kinsella. «Tuttavia, notiamo che il posizionamento è a circa la metà del livello prevalente a metà del 2020. Ciò significa che c'è ampio spazio per un aumento del posizionamento in corso, che potrebbe spingere l'oro leggermente più in alto».

«Le stime di fair value a lungo termine per l'oro, che incorporano i rendimenti dei Tips, la M2 statunitense e lo Us Dollar Index come variabili esplicative, mostrano che il fair value dell'oro è a livelli di circa $2.000 per oncia», prosegue l’esperto. «Crediamo che l'oro svolga un ruolo essenziale in qualsiasi portafoglio d'investimento, riflettendo i suoi effetti di convessità positivi - il che significa che tenderà a sovraperformare quando la maggior parte degli altri asset sottoperforma in un ambiente fortemente stressato. Prevediamo dunque che i prezzi dell'oro scambieranno in un range di $1.800 - $1.900, ed identifichiamo eventuali rischi nella parte al ribasso di questo intervallo».

Il rischio più evidente per la posizione di Ubp moderatamente costruttiva sull'oro, sarebbe una svolta hawkish da parte della Federal Reserve. Il governatore della Fed Jerome Powell, fresco di riconferma, ha recentemente ventilato la possibilità di un’accelerazione del tapering. Se la Fed si orientasse verso una posizione più esplicitamente hawkish, questo si tradurrebbe in un aumento dei rendimenti front-end e della parte lunga della curva: uno sviluppo ribassista per i prezzi dell'oro. «Inoltre», aggiunge Kinsella, «se la Fed alza il suo dot plot per indicare che nel 2022 assisteremo a più di un rialzo dei tassi di 25 punti base, questo porterà anche all'apprezzamento del dollaro e al conseguente calo dell'oro. Pensiamo che in questo scenario sia ipotizzabile un movimento verso livelli di circa $1.720 dollari. Tuttavia, molto dipenderà come la Fed si approccerà ai temi dell'inflazione e delle aspettative sull’inflazione nelle sue comunicazioni».

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