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Omicron non piega l’azionario italiano

«L'Italia ha riacquistato il suo appeal di investimento e il suo profilo di rischio è drasticamente migliorato grazie a Draghi». Il commento di Andrea Scauri

Omicron non piega l’azionario italiano

Omicron spaventa i mercati azionari, che registrano un calo. Tra i più colpiti i settori dei viaggi, petrolio, banche e automotive. Tengono bene invece il settore farmaceutico e quello delle utilities. Aumenta vertiginosamente la volatilità dei mercati, con il VIX salito del 55% a 25 e le materie prime in calo, soprattutto per il petrolio, sulla cui domanda futura ci si sta interrogando.

Eppure, c’è chi rimane positivo. «Nonostante i timori legati alla variante Omicron, continuiamo a confermare la nostra visione positiva sui mercati azionari», commenta Andrea Scauri, gestore del fondo Lemanik European Special Situation (nella foto a lato). «Per il 2022 ci aspettiamo che la politica fiscale rimanga accomodante, con il lancio del piano per le infrastrutture negli Stati Uniti e l'implementazione del Recovery Fund nell'Ue. L'Italia ha riacquistato il suo appeal di investimento e il suo profilo di rischio è drasticamente migliorato grazie a Draghi».

E con Omicron, come si mette la faccenda? Secondo Scauri «se i casi dovessero aumentare rapidamente a causa della nuova variante, la volatilità dei mercati rimarrà alta nelle prossime settimane per i timori di potenziali nuovi blocchi». E prosegue: «Anche se ci aspettiamo che i casi aumentino a breve termine, crediamo che saranno gestiti da un'accelerazione nel roll-out della terza dose del vaccino, lo sviluppo di una nuova versione del vaccino efficace contro le nuove varianti e un'approvazione più rapida delle pillole anti-Covid che hanno dimostrato un'efficacia promettente nel prevenire sintomi gravi e ricoveri».

L'incertezza del contesto attuale ha portato a qualche acquisto di obbligazioni, a un calo dei rendimenti e ad acquisti di oro, beneficiando anche del calo dei tassi nominali Usa, nonostante un dollaro forte. La paura di una nuova e più grave variante potrebbe portare le banche centrali a rimandare i loro programmi di tapering e di aumento dei tassi di interesse, almeno fino a quando non saranno disponibili informazioni sufficienti sul pericolo del nuovo virus.

I principali rischi sono legati ad un aumento significativo dei casi di Covid-19 e dei tassi di ospedalizzazione, con nuove chiusure prolungate che comportano un netto rallentamento dell'economia, ad una riduzione troppo rapida della liquidità da parte delle banche centrali, ad un marcato rallentamento dell'economia cinese (nell'Ue, i settori più esposti al mercato cinese sono i beni capitali, l'automotive, i beni di lusso/consumo) o ad un allargamento degli spread ad alto rendimento, con un aumento delle insolvenze societarie e/o una pressione sui margini industriali a causa di un aumento troppo rapido del costo delle materie prime e dell'inflazione.

«In questo contesto», commenta l’esperto, «le posizioni principali tra i nomi europei rimangono Vivoryon, società biotecnologica tedesco-olandese, la francese Euronext e The Naga Group, piattaforma cripto tedesca in rapida crescita. Abbiamo mantenuto la nostra posizione su Danieli, che combina crescita, multipli economici e tendenze a lungo termine legate alla decarbonizzazione dell'industria dell'acciaio. Tra gli industriali, abbiamo mantenuto la nostra posizione su Atlantia, sulla base di un bilancio molto più pulito dopo la finalizzazione della cessione di ASPI, che ha portato a uno sconto significativo NAV. Il nostro posizionamento sulle banche è sostanzialmente invariato sulla base delle aspettative di aumento dei tassi di interesse. Dopo aver ridotto massicciamente il nostro posizionamento sui settori petrolifero e auto, abbiamo ricostruito la nostra partecipazione su Tenaris e Repsol a seguito della forte correzione avvenuta a fine ottobre/inizio novembre. Evidenziamo infine la nostra partecipazione su Telecom Italia».

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