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Outlook 2022

Fois (Anima), “Un anno di ordinaria incertezza”

Secondo lo strategist, la crescita globale si attesterà al +4,4% il prossimo anno, mentre l’inflazione calerà gradualmente in Usa ed Eurozona a partire dal secondo trimestre. La vera sfida degli investitori è rappresentata dalle reazioni non lineari delle Banche centrali, che potrebbero alimentare fasi di volatilità e perdita di direzionalità

Fois (Anima), “Un anno di ordinaria incertezza”

Fabio Fois, head of investment research & advisory di Anima

Prima le buone notizie. Il rimbalzo della crescita nel quarto trimestre, con il contributo determinante di Stati Uniti e Cina, ci sarà, e sarà seguita da un rallentamento graduale verso il potenziale nel 2022, con la previsione di un Pil reale globale in crescita del 4,4%, dopo il +5,8% registrato nel 2021. E poi quelle più preoccupanti sul fronte dell’inflazione. “Nonostante alcune indicazioni incoraggianti in merito agli sviluppi sul fronte dell'offerta, gli indici dei prezzi al consumo continuano ad accelerare”, si legge nell’outlook 2022 di Anima, a firma di Fabio Fois, head of investment research & advisory. Che però aggiunge: “Manteniamo la convinzione che l'inversione degli effetti di base, la flessione dei prezzi dell'energia e l’allentamento delle pressioni sui prezzi dei beni core alimenteranno un calo dell’inflazione dal secondo trimestre, seppur graduale, sia negli Stati Uniti che in area euro”. Secondo Fois, infatti, gli investitori continueranno a evitare di prezzare uno spostamento verso l’alto della dinamica inflattiva di lungo periodo fino a quando ci saranno narrative macro plausibili che giustifichino le dinamiche in corso, “specie quella per cui gli squilibri emersi in questi mesi sono provocati da forze temporanee che frenano l'offerta in un contesto di domanda eccezionalmente solida, sostenuta da stimoli monetari e fiscali senza precedenti”.

A sostegno della tesi di un’inflazione in via di raffreddamento, il fatto che le Banche centrali hanno reagito in modo diverso alla nuova variante Omicron, specie per quanto riguarda il percorso di normalizzazione della politica monetaria. Mentre infatti la Federal Reserve ha adottato un orientamento più restrittivo, la Bce potrebbe posizionarsi a metà strada, essendo disposta a offrire ulteriore supporto solo nel breve termine, mentre la People’s Bank of China è diventata nettamente più accomodante, vista la perdita di slancio dell’attività economica. “In questo contesto, rimaniamo strategicamente costruttivi sulle asset class rischiose, ma ci aspettiamo che la volatilità resti elevata nelle prossime settimane, e almeno fino a quando la visibilità sulla natura della variante Omicron non sarà aumentata”, spiega Fois. Che aggiunge: “Reazioni non lineari delle Banche centrali non si possono escludere, e gli investitori potrebbero esserne confusi”.

Alla luce del quadro descritto, la previsione di Anima per il primo semestre 2022 sui mercati azionari è strategicamente costruttiva in virtù della solidità del quadro macro e fondamentale, anche se il flusso di notizie sulla pandemia e l’incertezza sulle scelte delle Banche centrali potrebbero alimentare fasi di volatilità e perdita di direzionalità. “In questa fase suggeriamo un’allocazione bilanciata, dal momento che le rotazioni a livello settoriale sono frequenti, complice la direzionalità meno marcata dei tassi governativi - spiega Fois - Pur mantenendo una preferenza per i titoli ciclici, optiamo per un approccio selettivo: siamo sovrappesati su settori quali energia e finanziari, ma mitighiamo questa marcata esposizione allo stile value, prediligendo anche settori growth, come semiconduttori e tecnologici”. “Nel comparto dei difensivi – aggiunge lo strategist - privilegiamo i farmaceutici e i titoli biotech, caratterizzati da valutazioni relative ancora attraenti e da margini netti elevati e in miglioramento”.
Quanto ai mercati obbligazionari, il consiglio di Anima è di mantenere un’esposizione prudente al rischio tasso in chiave strategica, più negli Stati Uniti che in area euro, dove i rischi legati al Covid19 sono in aumento e la Bce resterà più accomodante della Federal Reserve. Sul dollaro, infine, la view resta tatticamente positiva e strategicamente neutrale.
 
 

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