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Bernardeschi (Banca Ifigest), “Con Tim riparte il risiko delle telecom”

Secondo lo strategist il settore, da anni penalizzato in Borsa, potrebbe ripartire grazie al 5G e al recovery fund, dando vita a una stagione di fusioni e acquisizioni. In pole position, Vodafone e la scandinava Tele2

Bernardeschi (Banca Ifigest), “Con Tim riparte il risiko delle telecom”

Marco Bernardeschi, head of investment advisory di Banca Ifigest

L’offerta stellare fatta dal fondo americano Kkr per rilevare Tim potrebbe essere la prima di una serie di operazioni all’insegna del consolidamento del settore telecom in Europa e non solo. Ne è convinto Marco Bernardeschi, head of investment advisory di Banca Ifigest, particolarmente attento al settore delle telecomunicazioni. Secondo lo strategist quello che rilancerà un settore penalizzato in Borsa e sostanzialmente fermo da oltre un decennio, sarà il fattore 5G, “che rappresenta la vera svolta strutturale delle telecomunicazioni”. Una svolta molto attesa dagli analisti. Il settore telecom in tutto il mondo, e soprattutto in Europa, ha infatti sottoperformato il mercato in maniera consistente dal 2010 (a parte due parentesi nel 2013 e nel 2016), ma nello stesso tempo è ancora molto caro rispetto al cash flow libero che produce in termini relativi. “In altri termini – dice Bernardeschi – Nessun analista riesce ancora oggi a trovare attraente il settore per una lista di ragioni. La prima è il dirigismo nelle tariffe, o il pricing power limitato che rende difficile imporre i prezzi. A questo fattore si deve aggiungere il fatto che quello delle telecomunicazioni è un settore capital intensive che, per di più, ha abituato gli investitori a lauti dividendi”.
Se il settore resta al momento poco interessante, la prospettiva può velocemente cambiare alla luce degli interessi in campo in un comparto che ha visto negli ultimi anni pochissime operazioni di fusione o acquisizione. E i tempi, secondo Bernardeschi, sarebbero maturi. Secondo lo strategist, infatti, il 5G e la pandemia sono state un calcio alla liberalizzazione con l’Unione europea che a novembre ha menzionato il tema della concorrenza delle tlc. “Mentre prima qualunque consolidamento del settore sarebbe stato bloccato, adesso sono visibili cambiamenti significativi per le società telecom e per il settore mobile”, racconta Bernardeschi. Che aggiunge: “In altri termini sembra proprio che l’Ue stia favorendo il consolidamento perché si rende conto di essere molto indietro rispetto a Cina e Stati Uniti, e questa nuova linea darebbe un impulso fortissimo alla crescita e ai ritorni del settore”, racconta Bernardeschi.
La pandemia sarebbe stata quindi una manna dal cielo per le società tlc, perché ha permesso all’Italia di rivalutare il settore digitale e soprattutto il suo potenziale, che è misurabile con il flusso di soldi del recovery plan destinato, per ben il 27%, alla digitalizzazione. Oltre a Tim, secondo Bernardeschi, ci saranno altre operazioni di consolidamento in Europa con aziende sane e ben posizionate come Vodafone, che nelle sue linee programmate ha carta libera nel consolidamento, e la scandinava Tele2. “Si tratta di due aziende perfette per ricoprire il ruolo di predatori”, conclude Bernardeschi.

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