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Azionario

De Luca (Gamma CM): “La variante omicron non fa paura ai mercati”

Crescono i contagi e, a sorpresa, anche gli indici azionari. Gli operatori sono convinti che i sistemi sanitari non collasseranno e sono più preoccupati dagli impatti delle politiche monetarie e dall’inflazione

affossati, ma l’euro respira

Secondo logica, la curva della variante omicron - esponenziale nei Paesi occidentali nell’ultima settimana - e quella degli indici di Borsa dovrebbero avere traiettorie divergenti, proprio come avvenne nel marzo del 2020, quando all’annuncio ufficiale della pandemia di Covid-Sars2 crollarono tutti gli indici azionari e delle materie prime, incluse le quotazioni dell’oro, bene rifugio per eccellenza. Questa volta, al contrario, le due curve si stanno muovendo nella stessa direzione, con le Borse che toccano – insieme al numero dei contagi - addirittura nuovi massimi. I principali indici continuano infatti a correre e niente, neanche omicron, sembra ostacolarli nell’impresa di registrare nuovi record giorno dopo giorno: l’indice S&P500 ha segnato un incremento del 26,89% dal primo al 5 gennaio, il Nasdaq 100 è cresciuto del 26,63% e l’indice Euro Stoxx 50 del 20,99 per cento.

E’ inevitabile che all’aumento dei contagi i Paesi più colpiti rispondano con misure politiche di contenimento sanitario con successive ricadute negative, o molto negative, sulle economie, e questo non può essere positivo per i listini.
I mercati, si chiedono gli osservatori, si sono quindi abituati alle varianti del Covid-Sars2 per cinismo, errore, noia o cos’altro? “I mercati si abituano a tutto – spiega Carlo De Luca, responsabile AM di Gamma Capital Markets – Omicron è sicuramente un driver negativo, ma con impatti decisamente inferiori rispetto a quelli provocati dalle politiche monetarie delle Banche centrali, come il tapering e l’aumento tassi, e dell’inflazione”. In altre parole, secondo lo strategist, i mercati hanno sposato l’idea che nonostante la più rapida diffusione, la minore aggressività e gravità della variante Omicron sembra riuscire a contenere gli impatti sui sistemi sanitari e pertanto anche a rassicurare i mercati finanziari da nuovi possibili lockdown in stile marzo 2020.
 Quanto alle manovre delle Banche centrali, secondo De Luca, i mercati obbligazionari, il dollaro e l’oro hanno già prezzato i tre possibili rialzi dei tassi per i prossimi mesi. “Per questo motivo il focus va posto ora molto di più su queste tematiche piuttosto che sulla variante omicron che certamente preoccupa, ma molto meno che in passato”, conclude De Luca.

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