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VII RAPPORTo Consob

Cresce la ricchezza degli italiani, ma non la competenza per gestirla

Nei primi sei mesi 2021 la ricchezza netta degli italiani è cresciuta del 6%, ma c'è troppa liquidità nei portafogli in un contesto di elevata inflazione. Alla fine il problema è nella mancanza di educazione finanziaria dei risparmiatori come spiega il presidente della Consob Paolo Savona: "Conoscenze poco diffuse, deboli competenze digitali"  

Anche i miliardari piangono, la ricchezza degli HNWI scende del 3%

 A fine giugno 2021, la ricchezza netta delle famiglie dell'area euro (pari alla somma delle attività finanziarie e reali al netto delle passività finanziarie) risultava lievemente superiore al dato di fine 2020, grazie soprattutto all'aumento del valore degli assets finanziari. L'Italia mostra dinamiche analoghe, registrando un tasso di crescita della ricchezza finanziaria netta pari a poco più del 6% nei primi sei mesi dell'anno. È quanto emerge dal VII Rapporto 2021 sulle scelte di investimento delle famiglie italiane della Consob.

Nel confronto europeo, la ricchezza finanziaria domestica rimane inferiore a quella di Germania e Francia, a fronte di un'incidenza delle passività, sia sulle attività sia sul reddito disponibile, di gran lunga più contenuta rispetto al dato medio dell'Eurozona e a quello delle maggiori economie dell'area. A giugno 2021 la composizione del portafoglio delle famiglie dell'Eurozona continua a evidenziare un significativo peso della liquidità sul totale delle attività finanziarie, a fronte di un tasso di crescita tendenziale della liquidità superiore al 6% sia nell'area euro sia in Italia (dato in calo rispetto al picco registrato nei mesi precedenti).
 
Sempre più uomini e giovani tra gli investitori

Nel 2021 sono cresciuti gli investimenti riferibili agli uomini, che rappresentano il 70% del totale rispetto al 67% del 2019 e al 69% del 2020. Con riferimento alla distribuzione per classi di età, è aumentata la quota riferibile agli investitori più giovani: l'incremento più marcato si osserva nella fascia dai 25 ai 39 anni, la cui attività è passata dall'8% del totale nel 2019 al 12% nel 2021.
 
Ben il 75% degli italiani risparmia ma solo l’11% rispetta budget e pianifica
L'attitudine al 'financial control' non è diffusa tra i decisori finanziari italiani. Nella maggior parte dei casi, infatti, non hanno né un piano finanziario né la consuetudine di rispettare sempre il proprio budget (solo l'11% dichiara entrambe le abitudini). Viceversa, è diffusa l'attitudine a risparmiare, riportata dal 75% degli intervistati.
 
Cresce la partecipazione degli italiani ai mercati finanziari

La partecipazione ai mercati finanziari degli italiani continua a crescere: nel 2021 la quota di investitori risulta pari al 34% dei decisori finanziari a fronte del 30% nel 2019. Le attività più diffuse rimangono i certificati di deposito e i buoni fruttiferi postali (posseduti dal 43% delle famiglie), seguiti dai titoli di Stato italiani (25%) e dai fondi comuni di investimento (24%).  Gli investitori entrati nel mercato finanziario nel 2020 e nel 2021, spiega il documento, "presentano più di frequente un livello di alfabetizzazione finanziaria e di competenze digitali inferiori rispetto a quelle degli investitori di più lunga data, mentre sono meno propensi alla pianificazione finanziaria e alla gestione del budget e dichiarano più frequentemente condizioni di fragilità finanziaria". Nel 2021, inoltre, è aumentata la quota di investitori che si affida a un professionista (28% a fronte del 17% nel 2019), sebbene l'informal advice rimanga lo stile più diffuso (37%). I nuovi assistiti, emerge dal rapporto, "si caratterizzano in media per un livello più basso di alfabetizzazione, sebbene dotati di competenze digitali lievemente superiori a quelle dei panel advisees". Nel contesto domestico, spiega poi la Consob, rimane ancora marginale la partecipazione a web communities riferite a finanza e investimenti: solo il 6% degli investitori afferma di essere membro di web communities finanziarie, mentre il 25% non ne fa parte pur avendone sentito parlare e il 69% non le conosce. L'interesse a partecipare una financial community, manifestato dal 16% degli investitori, si associa negativamente al livello di conoscenze finanziarie e viene espresso più frequentemente dagli individui finanziariamente più vulnerabili.
 
Oltre il 50% dei nostri connazionali è soddisfatto della propria situazione finanziaria…

Il 52% degli italiani si dichiara soddisfatto della propria situazione finanziaria attuale, in linea con
il 2020 e in alcuni casi perché prevale l'ottimismo (15%). Il 38% percepisce di essere finanziariamente auto-efficace, in calo sul 2019,ma oltre il 70% trova difficile rispettare i propri obiettivi quando sopraggiungono spese inattese. I decisori finanziari italiani, specifica poi l'autorità, rimangono in prevalenza avversi al rischio e alle perdite, come riferito  rispettivamente dal 76% e dal 77% degli intervistati. Il 51% del campione, tuttavia, afferma di essere tollerante alle perdite nel breve periodo, purché vi siano buone prospettive nel lungo termine. Circa la metà degli individui mostra una certa attitudine alla contabilità mentale. Per quanto riguarda la capacità di riferire i propri comportamenti a un orizzonte temporale medio-lungo, nel 75% deicasi gli intervistati mostrano qualche difficoltà a risparmiare per obiettivi troppo lontani nel tempo e nel 47% dei casi ritengono opportuno controllare frequentemente l'andamento dei propri investimenti, indicando così un'attenzione prevalente al breve termine (propensione alla miopia).

Coerentemente con le indagini precedenti, nel 2021 solo circa il 10% degli intervistati mostra una propensione alta o molto alta all'ansia finanziaria (in particolare, è diminuita rispetto all'anno precedente la percentuale di individui che dichiarano di sentirsi ansiosi quandopensano alle proprie finanze personali). Nella componente longitudinale del campione, l'indicatore è in calo rispetto al 2020, ma più elevato rispetto al 2019.
 
…Ma Savona lancia l’allarme: “Conoscenze poco diffuse, deboli competenze digitali”
 
Ma forse gli italiani peccano di eccessivo ottimismo sulla propria situazione finanziaria anche per un difetto di competenze in materia finanziaria come spiega il presidente della Consob Paolo Savona (nella foto sopra) introducendo la presentazione del VII Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie. "I risultati raggiunti indicano che le conoscenze finanziarie dei risparmiatori sono poco diffuse, anche se risultano lievemente migliorate, come pure sono deboli le competenze digitali, nonostante l'incremento registrato nell'uso dei nuovi strumenti nel corso della pandemia. La conoscenza degli investimenti sostenibili è un vivo desiderio, ma si presenta per ora piuttosto bassa". "La maggior parte degli investitori non ha un piano finanziario autonomo, soprattutto di lungo periodo; di conseguenza - spiega Savona - i loro risparmi sono un residuo risultante dal reddito individualmente disponibile al netto delle spese effettuate. L'attitudine a gestire personalmente i risparmi è modesta, mentre persiste la dipendenza delle loro scelte dalla fiducia nei gestori ufficiali. Vanno tenuti sotto osservazione due fenomeni contingenti, quello che gli investitori entrati nel mercato nell'ultimo biennio hanno competenze finanziarie e digitali inferiori a chi è presente da tempo; e quello che l'appartenenza a una web community resta un fenomeno marginale" osserva Savona.

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