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Scenari | Robeco

“Proteggere il pianeta” sarà il doveroso trend 2022

«Il vertice sul clima della CoP26 ha sottolineato ancora una volta la necessità di rafforzare ulteriormente l’engagement degli investitori sul tema dell’azzeramento delle emissioni nette». Il commento di Carola van Lamoen e Peter van der Werf

“Proteggere il pianeta” sarà il doveroso trend 2022

Prestare maggiore attenzione all’ambiante è ormai un imperativo categorico che non si può ignorare, e Robeco sembra esserne ben consapevole. Preservare le risorse naturali nel contesto dell’azzeramento delle emissioni nette, attraverso la decarbonizzazione e la gestione dei materiali, unitamente alla promozione dello sviluppo umano dato da una maggiore diversità nei luoghi di lavoro: è il primo dei quattro nuovi temi di engagement proposti dalla società per il 2022.

«Ogni anno», spiegano Carola van Lamoen (nella foto a lato), head of sustainable investing e Peter van der Werf, senior manager for engagement di Robeco, «il nostro team Active Ownership sceglie i nuovi temi di engagement su cui concentrarsi nei tre anni successivi. L’attività coinvolge le società in portafoglio di cui Robeco possiede partecipazioni, e si è dimostrata molto efficace nel migliorare le metriche ambientali, sociali e di governance (Esg) sulle questioni pertinenti nell’arco di molti anni».

Il tema dell’azzeramento delle emissioni nette scaturisce dall’impegno della società di asset management di perseguire la neutralità carbonica per la totalità delle sue masse in gestione entro il 2050. «Il vertice sul clima della CoP26 ha sottolineato ancora una volta la necessità di rafforzare ulteriormente l’engagement degli investitori sul tema dell’azzeramento delle emissioni nette», dice Carola van Lamoen. «Questo tema di engagement costituisce un’espansione di quello lanciato nel 2020, in quanto si focalizza sulle imprese ad alte emissioni di carbonio che hanno fatto qualche progresso sebbene ancora in ritardo nella transizione verso l’obiettivo Net zero. Nell’ambito del programma rientrano le aziende che ottengono un punteggio ‘arancione’ nel sistema a semaforo – a differenza di quelle che sono in rosso e dunque a rischio di fallimento nella transizione – e che sono quindi selezionate per un engagement rafforzato sul clima sul fronte del tema ‘Accelerazione dell’Accordo di Parigi’ lanciato nel 2021».

L’engagement sulla gestione delle risorse naturali si concentrerà sulle imprese per le quali la gestione sia del consumo che dello spreco di acqua è una questione rilevante. Gli investitori devono tenere conto della quantità di acqua dolce necessaria per realizzare determinati prodotti – spesso attinta da luoghi dove l’acqua è già scarsa – mentre lo sversamento di rifiuti tossici rimane un grave problema. «Creare un tema che coniughi le questioni dell’acqua e dei rifiuti da una prospettiva sia di input che di output ci dà la flessibilità di attuare un engagement su altri eventi e incidenti connessi all’uso delle risorse naturali», spiega il collega Peter van der Werf. «L’acqua e i rifiuti sono fattori cruciali che influenzano le dinamiche globali. La regolamentazione ambientale è in rapido aumento sia per le imprese che per gli investitori. Pertanto, questo tema di engagement si focalizzerà sulle aziende che sono alle prese con problemi ambientali come l’estrazione di risorse dai fondali marini e dal suolo, l’emissione di sostanze Pfa, scarsità d’acqua, rifiuti agrochimici e rifiuti in plastica».

Anche lo sviluppo umano è essenziale per un mondo più sostenibile e prospero, in particolare per raccogliere i benefici generati da una maggiore inclusione, e non può essere ignorato da Robeco: «Questo tema», dicono, «si basa sul lavoro svolto in precedenza per promuovere la diversità nei luoghi di lavoro, con l’obiettivo di raggiungere la parità di diritti – in particolare una più alta partecipazione femminile nei ruoli senior, anche a livello di consiglio di amministrazione – e dare a tutti voce in capitolo. Le imprese giocano un ruolo chiave nella creazione di luoghi di lavoro improntati alla diversità, all’equità e all’inclusione (Dei) attraverso le loro strategie di gestione del capitale umano».

La coesistenza di una varietà di opinioni, background ed esperienze, potrebbe aiutare a conseguire rendimenti sostenibili a lungo termine, nonché a mantenere salda la rotta che l’azienda si è proposta di seguire: «Il nostro engagement mirerà a rafforzare l’integrazione dei fattori Dei nelle strategie di gestione del capitale umano delle imprese, fissando obiettivi chiari per potenziare le pratiche e i risultati su questo fronte. Ci aspettiamo anche che le aziende misurino e segnalino dati e risultati significativi relativi alla composizione della forza lavoro, alle promozioni, alle assunzioni, ai tassi di fidelizzazione e alle pratiche retributive eque», dicono.

Infine, è prevista una collaborazione volta a proteggere l’ambiente naturale e i milioni di specie di animali, piante e forme di vita marina che vivono al suo interno, molte delle quali minacciate dallo sviluppo umano. «Questo tema», spiegano i due esperti, «prende invece le mosse dal precedente lavoro sulla biodiversità, ed è ispirato alla partnership esistente di ClimateAction 100+ con altri investitori. Secondo il Global Assessment Report on Biodiversity and Ecosystem Services prodotto da Ipbes, il 25% circa di tutte le specie sulla Terra – ovvero circa un milione di specie di flora e fauna – è a rischio di estinzione entro il 2050. Entro la fine del secolo, il 50% o più di tutte le specie sarà rischio. Questa iniziativa farà parte di un programma globale di engagement collaborativo, basato sugli insegnamenti appresi da Climate Action 100. Il programma si concentrerà sui biomi terrestri, fluviali, lacustri e marini. Affronteremo le loro dipendenze e il potenziale impatto sulla biodiversità di fenomeni quali la deforestazione, il depauperamento delle risorse ittiche e l’inquinamento».

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