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Rebus Quirinale

Draghi o Berlusconi pari sono per i mercati

Per Mantica, cio di Edmond de Rothshild, la partita per la presidenza della Repubblica non appassiona i mercati finanziari. Indipendentemente da chi verrà eletto la traiettoria di crescita dell'Italia è definita e non subirà deviazioni. I fattori insidiosi sono altri per il nostro Paese, a partire dalla pressione inflazionistica fino alla normalizzazione della politica monetaria in Usa ed Europa

Draghi o Berlusconi pari sono per i mercati

Palazzo del Quirinale

«Premesso che nemmeno gli stessi politici elettori sanno chi sarà eletto e in quanto tempo. Noi abbiamo fatto delle ipotesi sulla base di quanto si legge e si apprende dai media. Il candidato più forte e che può essere super partes e che per prima votazione potrebbe essere votato da tutti è Mario Draghi. È un presidente del Consiglio non eletto, questo bisogna ricordarlo, ma che, sotto la sua guida, in un anno l’Italia è riuscita “a mettere sul piatto” un PNRR che fosse gradito alla Comunità europea e che offre prospettive di crescita per il Paese superiori a quelle avute negli ultimi 20 anni. Il problema fondamentale nel caso in cui Draghi si trasferisse da Palazzo Chigi al Colle, è capire in che modo e con chi arrivare a fine legislatura. Ci sarà un nuovo premier a traghettare il governo fino all’appuntamento elettorale del 2023 o bisognerà anticipare le elezioni?». Inizia con un interrogativo spinoso la riflessione su Investiremag.it di Francesco Mantica (nella foto), chief investment officer di Edmond de Rothschild (Italia), sul tema del nuovo inquilino del Quirinale.

Mantica, facciamo delle ipotesi: come reagirebbero i mercati con Draghi presidente oppure con un presidente della Repubblica “X” ma con Draghi che rimane alla guida del governo?
Noi siamo relativamente tranquilli in termini di impatto sui mercati finanziari per l’Italia in entrambe le ipotesi. Se Draghi resta al suo posto rimane lo status quo a livello legislativo e si andrà avanti con piccole riforme, con la gestione della pandemia e l’implementazione reale del Pnrr. Nel caso che Draghi andasse al Colle assumerebbe comunque il ruolo di garante di una condotta virtuosa dell’Italia nei confronti dell’Europa e degli step avviati nel corso del 2021.

Che ruolo si appresta a recitare la coalizione di destra nei confronti del Paese?
Le possibilità che il centrodestra abbia una maggioranza per poter governare sono molto alte, in tutte e due le ipotesi di fine naturale della legislatura o di anticipo.

Cosa potrebbe accadere nel concreto sui mercati obbligazionari e azionari in caso di non elezione di Draghi?
Probabilmente a una volatilità sugli spread dei titoli di stato, anche se in parte abbiamo già assistito a un allargamento degli spread dei titoli governativi italiani rispetto ai bund e quindi qualsiasi movimento che ci riguardi sarebbe di poca entità e di breve durata. Invece sul mercato azionario rimaniamo tranquilli che gli impatti non siano importanti per diverse ragioni: la crescita economica registrata in Italia nel 2021 si è determinata come recupero della contrazione del 2020. Nel 2022 potremo invece assistere a una vera e propria crescita guidata più dagli investimenti in primis provenienti dal Pnrr, ma pensiamo anche ad altre misure ancora in vigore. E con il Paese in crescita economica ci sono settori che più di altri possono avvantaggiarsene tipo il settore bancario, gli industriali e quelle utilities coinvolte nel piano infrastrutturale della transizione energetica. La composizione dell’indice italiano è supportante a prescindere dall’esito delle elezioni del presidente della Repubblica.

E se Berlusconi salisse al Colle?
È il secondo candidato più probabile dopo Draghi ma c’è una parte dei grandi elettori che è contro. La mia personale opinione, per quanto possa essere non gradito a una componente politica, sono estremamente scettico che una elezione di Silvio Berlusconi cambierebbe il quadro generale dell’Italia. L’uomo ha intelligenza e arguzia politica per restare super partes comunque. Aggiungo che non penso che il centrodestra al potere possa mettere in pericolo la permanenza dell’Italia nell’Ue. La presidenza di Berlusconi sotto questo punto di vista sarebbe una garanzia.

Sembra eventualità da escludere ma un Mattarella bis…
Un Mattarella bis sarebbe la migliore ipotesi perché porterebbe al mantenimento dello status quo fino a marzo 2023 ma la ritengo poco probabile, stando alle stesse dichiarazioni di indisponibilità del presidente uscente stesso.

In definitiva chiunque venga eletto non cambierà la risposta dei mercati finanziari…
Esatto, chiunque verrà eletto non cambierà di molto la traiettoria di crescita del nostro Paese e non influenzerà significativamente il sentiment dei mercati finanziari rispetto alla situazione italiana. Sono altri gli elementi che possono influenzare maggiormente, ovvero: la normalizzazione della politica monetaria negli Usa e in Europa, le pressioni inflazionistiche, i problemi geopolitici legati all’Ucraina, tutti i colli di bottiglia nelle produzioni e nella fornitura e la stessa pandemia. Che nel breve termine ha allontanato la normalizzazione dei consumi e che probabilmente costringerà a rivedere le stime di crescita del 2022 che quindi saranno leggermente più basse rispetto a quelle immaginate due o tre mesi fa.

L’iper-inflazione in particolare fa paura. Cosa ne pensa?
A livello mondiale potremmo vedere nel primo trimestre di quest’anno toccare il punto più alto d’inflazione. Ma siamo molto ottimisti che l’inflazione torni su livelli ridotti: 2,2% area Euro e 2% Italia questo a seguito della normalizzazione dei prezzi.
 

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