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Vigilanza

Rischio conflitti di interesse: la Sec lancia l’allarme sui rating Esg

L’authority di vigilanza dei mercati finanziari Usa evidenzia che le società di rating e le loro affiliate hanno sviluppato e stanno offrendo un numero crescente di prodotti e servizi legati all’Esg

Ambrosetti Am Sim e Nummus.Info, accordo sull'analisi Esg

La Sec lancia l’allarme sui «potenziali rischi di conflitto di interesse» nell’ambito delle crescenti offerte, nel settore Esg, da parte delle società di rating. L’authority di vigilanza dei mercati finanziari Usa, l’equivalente dell’italiana Consob, affronta il tema spinoso nel report annuale sulle società di rating riconosciute a livello nazionale.

L’offerta Esg

La Sec evidenzia che «le società di rating e le loro affiliate hanno sviluppato e stanno offrendo un numero crescente di prodotti e servizi legati all’Esg». Un’offerta, viene notato, che si sta sviluppando in modo rapido. I potenziali conflitti di interessi erano già stati sottolineati lo scorso anno da Esma, l’authority di vigilanza europea, che aveva messo in guardia sull’offerta di servizi Esg che affianca i tradizionali rating del credito. Ecco, allora, un altro fronte aperto dalle authority di vigilanza sul pianeta sostenibilità.

La Sec aveva già bacchettato alcune società di gestione di fondi per il “greenwashing” nelle loro offerte. Ora il tackle sulle agenzie di rating. Interventi che si susseguono per cercare di contenere l’esplosione Usa del settore.

I tre messaggi della Sec

«Dal documento Sec emergono tre messaggi al mercato – spiega Gianfranco Gianfrate professore di finanza all’Edhec Business School di Nizza ed esperto di sostenibilità –. Il primo riguarda il comparto investimenti Esg. Viene evidenziato che è un settore in forte crescita anche negli Stati Uniti. Da qui l’opportunità di nuovi servizi da parte dei fornitori Esg». Il secondo punto riguarda invece la complessità dei rating Esg. «Proprio così – sottolinea Gianfrate –. La Sec segnala il livello di complessità dei rating Esg rispetto a quelli tradizionali che si basano su parametri di bilancio e finanziari. In ambito sostenibilità bisogna invece verificare, per esempio, se ci sia o meno il lavoro minorile nella catena di fornitura; è uno dei parametri chiave per valutare la S di social».

Infine il docente segnala il messaggio più forte «che è quello sui potenziali conflitti di interesse. Non è banale infatti per un’azienda, essere esclusa oggi dagli indici Esg». Temi estremamente delicati. Ecco perché la Sec e l’Esma vogliono vederci chiaro. E dal documento sulle agenzie di rating, l’authority americana lascia intendere che sull’argomento dei conflitti di interesse accenderà più di un faro.

La svolta dell’India

Mentre in Europa e negli States, le authority affilano le armi, in India c’è già la svolta sulle agenzie di rating Esg. L’organismo di vigilanza dei mercati finanziari indiani (Sebi) ha deciso di passare alle maniere forti: nel documento di consultazione sull’argomento, si punta all’accreditamento delle agenzie di rating. Soltanto quelle che avranno rispettato tale procedura, potranno fornire rating Esg sul mercato indiano. La consultazione chiude il 10 marzo. Le autorità locali puntano a una maggiore trasparenza e, soprattutto, intendono contenere il fenomeno del greenwashing per evitare la conseguente cattiva allocazione degli investimenti. L’accreditamento varrà per due anni poi dovrà essere richiesto alla Sebi. Che, tra le altre cose, punta a imporre il modello di business dove «l’abbonato paga», osteggiando in tal modo l’altro modello, quello dell’«issuer-pays» ovvero quando è l’azienda quotata che paga l’agenzia per il rating.

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