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Private Debt

Minibond, record di emittenti nel 2021

Lo rivela Plus de Il Sole 24 Ore. Strategico il ruolo delle garanzie pubbliche; cresce il peso di Pir e Eltif

per le Pmi in cerca di soldi

Un interessante articolo di Plus de Il Sole 24 Ore rivela che il 2021 è stato un anno molto positivo per il mercato italiano dei minibond, con un numero record di emittenti e un volume di raccolta in recupero rispetto al 2020, come emerge dalle prime indicazioni dell’Osservatorio Minibond del Politecnico di Milano che sarà presentato lunedì. Al buon andamento del settore hanno contributo le garanzie pubbliche. A oggi infatti solo una minoranza delle emissioni di minibond non prevede alcun tipo di garanzia, in particolare il Fondo di Garanzia statale, Sace, le finanziarie regionali (in particolare attraverso le iniziative dei basket bond). «Non non si deve dimenticare il ruolo del Fondo Europeo per gli Investimenti e della Cassa Depositi Prestiti che hanno destinato risorse importanti al mercato dei minibond e dei fondi di private debt che nei minibond investono», sottolinea Giancarlo Giudici, responsabile dell’Osservatorio Minibond del Polimi. Molto importante è stata anche la misura Fondo Patrimonio Pmi di Invitalia visto che nel 2020 e nel 2021 Invitalia ha sottoscritto ben 154 emissioni di minibond per 264,5 milioni». Sono operazioni fuori mercato a tasso agevolato, previsto dal Temporary Framework dell’Ue, ma hanno svolto un ruolo importante nel far conoscere questo strumento a una platea nuova di Pmi in ottica di educazione finanziaria.


Alla crescita del mercato -si legge nell'articolo di Plus- hanno contribuito poi anche i Pir alternativi e gli Eltif. «Sebbene i fondi specializzati in minibond siano ancora pochi, nel 2021 sono riusciti a raccogliere investimenti significativi e decisamente più alti del 2020» - aggiunge ancora Giudici. Stando ai dati di Aifi nel primo semestre 2021, le risorse mobilitate sono state pari a 769 milioni di cui per il 47% in titoli obbligazionari e da una prima stima sembra che il secondo semestre confermi il trend. Molti gli annunci di nuovi closing da parte di player storici nel mercato come Anthilia Capital Partners, Finint Investments, Riello Investimenti, Equita Capital e di nuovi soggetti come Anima Alternative. Di recente poi, è stato annunciato il progetto di un fondo francese, Lbo France, dedicato a minibond emessi da Pmi italiane per finanziare i costi di interventi di riqualificazione energetica, che generano crediti fiscali. Il target sulle prime 20 operazioni è raggiungere 100 milioni di investimenti. Pir alternativi ed Eltif italiani (circa 20 secondo Esma tra quelli di diritto italiano e di diritto lussemburghese, ma di Sgr italiane) investono più che altro in private equity o in titoli di mid-cap quotate. Quelli che operano sul private debt sono una piccola minoranza e quindi c’è spazio per nuovi entranti. Infine, un contributo significativo al mondo dei minibond è il recente intervento governativo di modifica del D.M. 30/2015 che abbassa l’attuale soglia di ingresso (500mila euro) per la clientela private nei fondi di investimento alternativi (Fia) italiani riservati.

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