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Sanità

Assicurazioni salute, Italia ultima in Europa

Solo l’11% della spesa sanitaria privata è destinata a coperture salute, contro il 27% della media Ue. Oltre due terzi dell’assicurazione salute in Italia è legata a clienti istituzionali: fondi sanitari e imprese

Deduzioni della sanità integrativa più vantaggiose rispetto alle detrazioni sanitarie

Italia ultima in Europa per quota della spesa sanitaria privata destinata all’assicurazione salute: 11% per l’Italia contro il 27% per la media dei paesi Ue e dell’Europa occidentale. Siamo ai livelli della Grecia. Il dato emerge da un’analisi di McKinsey realizzata sui dati 2020 (l’anno dell’inizio della pandemia), secondo quanto riportato da Plus del Sole 24 Ore.

Analizzando le tipologie dei segmenti di clientela assicurati, si nota che oltre due terzi dell’assicurazione salute in Italia è legata a clienti istituzionali: fondi sanitari e imprese. «I grandi fondi sanitari operano in un mercato assicurativo molto competitivo, spesso non profittevole per le assicurazioni, per cui la spesa assicurativa attuale risulta per definizione compressa – spiega Piero Gancia, senior partner di McKinsey & Company –. Guardando alle imprese sono soprattutto le realtà più grandi a offrire l’assicurazione salute ai propri dipendenti, mentre le Pmi, che in Italia rappresentano una quota più elevata del tessuto produttivo rispetto ad altri paesi europei, sono più restie a fornire queste coperture. Peraltro, entrambe queste considerazioni si collegano a concrete opportunità di crescita futura nel mercato italiano dell'assicurazione salute». Infine, i privati sono meno propensi ad assicurarsi sia per un fatto culturale sia per un tema di accessibilità dell'offerta. «Tuttavia, il trend demografico di invecchiamento della popolazione e la necessità di contenere la spesa pubblica (trend osservato pre-Covid dal 2010 al 2019) stanno creando una progressiva maggiore necessità di assicurarsi da parte dei privati – continua Gancia –, permettendo ad alcune compagnie di portarsi su traiettorie di crescita interessanti grazie all’innovazione dell'offerta e del modello distributivo».

Oltre 5 anni per colmare il gap

Complessivamente l’aggregato di tutte queste aree di crescita è già visibile dall’evoluzione dell’assicurazione salute osservata negli ultimi 5 anni (nel 2015-2020, crescita +8% all’anno, nonostante un 2019-20 in leggera flessione), che ha portato l’incidenza dell’assicurazione sulla spesa privata all’11% attuale partendo dall’8% nel 2015. Questo trend è atteso anche per il futuro, ma la convergenza alla media europea (o a paesi comparabili all’Italia) sembra essere possibile solo su orizzonti lunghi, probabilmente oltre i prossimi 5 anni».

Il futuro digitale

Uno dei driver sarà il digitale dove a livello globale, come emerge dalla “Digital health survey” di McKinsey, c’è ancora molta strada da fare. La ricerca ha analizzato diversi settori su 18 indicatori relativi alla strategia digitale, alle capability e alla cultura di un cluster di aziende rappresentativo per ciascun settore, e determinato il loro “indice di digitalizzazione” (digital quotient). Rispetto ad altri settori che hanno già vissuto una “digital disruption” con la creazione di ecosistemi (si pensi ad Amazon nel retail e a Netflix nei media), quello dell’assistenza sanitaria è in ritardo nell’adozione digitale. Tuttavia Il Covid ha accelerato il trend. La maturità digitale del settore sta progredendo ma, tra le oltre 100mila app per la salute censite, solo poche hanno dimensioni rilevanti. McKinsey stima che c il 7-11% circa dei costi sanitari globali totali siano indirizzabili attraverso leve digitali (in soldoni circa 100 miliardi di dollari).

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