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Investimenti alternativi anche per piccoli risparmiatori

Partono i test di security token per investitori retail della piattaforma Cetif. L’operatività riguarderà fondi comuni tradizionali, immobiliare, private debt, private equity, crediti commerciali, opere d’arte e collezionabili

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Security token a portata di risparmiatore retail: è l’obiettivo della piattaforma di Cetif Advisory (spin off di Cetif) che, terminata la fase sperimentale e definito il quadro regolamentare di riferimento, sarà pronta per l’industrializzazione, secondo quanto riportato da Plus del Sole 24 Ore. L’operatività riguarderà fondi comuni tradizionali, immobiliare, private debt, private equity, crediti commerciali, opere d’arte e collezionabili. L’obiettivo è di rendere accessibile il vasto mondo degli investimenti alternativi anche ai piccoli risparmiatori perché la piattaforma è stata progettata per emettere e collocare security token di valore anche minimo, aumentando contestualmente la trasparenza, efficientando e semplificando i processi. Tramite l’emissione di security token è possibile innovare radicalmente anche i processi di cartolarizzazione di asset (tangibili, intangibili e commerciali), facendo uso di distributed ledgers (letteralmente “registro distribuito”) technologies o di permissionless blockchain. Così facendo l’investitore (professionale e/o retail) ha la possibilità di accedere a forme di investimento alternative, liquide e ad alta redditività.

Distribuzione ancora off limit

Attenzione, però, perché allo stato la scambiabilità di questi strumenti non è ancora possibile. Proprio in Italia si sta lavorando a predisporre una cornice regolamentare idonea. Consob ha sottoposto al Mef una bozza di ipotesi normativa sulla base di quanto esiste in altri Paesi. A livello comunitario nel 2023 dovrebbe essere licenziato anche il “regime pilota” al quale si lavora dal 2020 con la proposta di regolamento che introduce misure volte a sostenere il potenziale della finanza digitale in termini di innovazione e concorrenza ma attenuando i rischi per gli investitori.

Alla piattaforma pensata da Cetif in logica sistemica e quindi aperta alle authority e a tutte le istituzioni/aziende dell’ecosistema di riferimento hanno già aderito Bper, Banca Generali, Banca Mediolanum, Reale Group e Iccrea. «Nel 2021 abbiamo avviato la sperimentazione della nostra piattaforma di tokenizzazione nel contesto di un progetto che renda più ampio e più trasparente il mercato degli alternative investment - spiega Imanuel Baharier, general manager di Cetif Advisory - ora l’obiettivo è di testare con le istituzioni finanziarie interessate, l’emissione reale di security token delle diverse asset class di alternative. Si tratterà di operazioni che potranno realizzarsi nell’apposito contesto offerto dalla sandbox regolamentare del Mef nel 2022 (previa accettazione della domanda di ammissione) o all’esterno della stessa se non si rivelino necessarie deroghe normative».

L’operatività

Operativamente la piattaforma, basata su tecnologia DLT/Blockchain, consente agli originatori di smobilizzare per intero o parzialmente con il frazionamento l’asset di proprietà, ottenendo liquidità dallo stesso anche quando è illiquido. Dall’altro agli advisor/collocatori sarà consentito di ampliare l’offerta e agli investitori di poter diversificare il proprio portafoglio.

Sull’interesse di questa asset class nel 2021 Cefit Advisory ha condotto una survey al termine della prima fase della sperimentazione, dalla quale è emerso un elevato apprezzamento della piattaforma: quasi il 90% delle istituzioni coinvolte ha rilevato un forte interesse della clientela a investire attraverso i token e oltre il 70% ritiene concreta la possibilità che la piattaforma Cetif possa essere lanciata sul mercato entro il 2023, se il quadro regolamentare sarà chiaro.

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