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Analisi

Gli italiani perdono la fiducia nell’economia, ma non negli investimenti

Secondo un’indagine di eToro, nonostante una preoccupazione diffusa, nel primo trimestre resiste la fiducia nelle scelte di portafoglio

I titoli “growth” dominano i portafogli degli investitori individuali

Ben Laidler, global markets strategist di eToro

Crolla la fiducia nello stato di salute dell’economia mentre la situazione geopolitica sale al vertice delle preoccupazioni degli investitori. Non viene meno però la convinzione della bontà delle scelte di portafoglio e si guarda con crescente interesse alle possibilità di investimento offerte dal settore energetico.

Ad evidenziare queste percezioni è l’ultimo Retail Investor Beat, il sondaggio trimestrale della piattaforma eToro, condotto tra il 10 e il 23 marzo su un campione di investitori in Italia e nel mondo.

I dati del primo trimestre rivelano come gli investitori italiani siano nettamente più preoccupati per l’evoluzione della situazione economica. Il 71% degli intervistati si dichiara poco fiducioso sull’economia italiana (53% nel quarto trimestre 2021), con un 53% che ne prevede un deterioramento nei prossimi mesi (30% nel quarto trimestre 2021). Situazione analoga per quanto riguarda l’economia globale, con un 74% poco fiducioso (56% nel trimestre precedente) e un 59% preoccupato di un peggioramento nel prossimo futuro (29% nel trimestre precedente).

Nonostante ciò, resiste la fiducia sulle scelte di investimento che pur scendendo rimane ad un solido 62% (78% nel quarto trimestre 2021). A preoccupare maggiormente gli investitori italiani è lo sviluppo della situazione geopolitica. I conflitti internazionali balzano, infatti, in cima ai rischi percepiti dagli investitori come più pericolosi per i propri portafogli (58%), seguiti dallo stato dell’economia globale (42%). Scende al terzo posto l’inflazione (41%). 

Ben Laidler, global markets strategist di eToro, ha così commentato i risultati del sondaggio: "I tragici eventi in Ucraina costituiscono un triplo colpo per gli investitori, perché causano combinazione tossica di maggiore incertezza del mercato, maggiore inflazione, con l'impennata dei prezzi delle materie prime, e minore crescita economica. La storia dimostra che la geopolitica spesso non ha un impatto duraturo sui mercati globali. I fondamentali rimangono solidi, con i profitti delle aziende in aumento, le economie che si riaprono dopo la pandemia, le valutazioni dei mercati azionari delle aziende ora più convenienti, e i mercati che ora si aspettano pienamente che le banche centrali aumentino i tassi di interesse in modo significativo”.

Guardando ai dati relativi alle scelte di investimento, cambiano le priorità per il prossimo trimestre. Tra i comparti ritenuti di maggiore interesse nei prossimi tre mesi, per il 47% del campione, emerge il settore energetico, che scalza il settore tecnologico (32%). A chiudere il podio è il comparto dei materiali (30%).

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