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Strategie

Banca Finnat aggiorna il piano industriale di gruppo

Per il periodo 2022-2024 vengono ridimensionati gli obiettivi che scontano minori assunzioni di private bankers e quindi uno sviluppo inferiore delle masse

Una crescita a doppia cifra:private banking, ora viene il bello

Il cda di  Banca Finnat Euramerica ha approvato l’aggiornamento del piano industriale di gruppo per il periodo 2022-2024 che vede un ridimensionamento degli obiettivi e un potenziamento dei servizi in alcune aree.

Nel  private banking le linee guida comprendono: l’incremento delle masse e dei ricavi derivanti dalla raccolta indiretta, l’ampliamento della base clienti e lo sviluppo della raccolta gestita attraverso l’inserimento di nuovi private bankers, principalmente di elevata seniority, e il rafforzamento dell’area nord Italia sia attraverso l’ampliamento della rete della filiale di Milano che attraverso l’apertura di nuove filiali in altri centri considerati strategici.

Per i servizi rivolti alla clientela corporate e istituzionale è previsto lo  sviluppo dei servizi per emittenti quotandi e quotati (pmi e società quotate all’Euronext Growth Milan), dell’attività di consulenza corporate con focus su finanza strutturata e green bond, e il rafforzamento delle sinergie con Natam SA ai fini della costituzione ed amministrazione di veicoli per investitori istituzionali (Ucits/Fia).

A livello consolidato gli obiettivi di piano scontano minori assunzioni di private bankers e quindi uno sviluppo inferiore delle masse. 

Si stima una crescita della raccolta indiretta su clientela private, attraverso l’attività di sviluppo dell’attuale forza commerciale, pari complessivamente a 390 milioni di euro nel triennio 2022-2024. Nel precedente piano industriale i flussi di nuova raccolta indiretta erano previsti pari a 420 milioni di euro nel triennio 2021-2023 contro 575 milioni attualmente stimati nel medesimo periodo.

La previsione di raccolta è di 360 milioni di euro nel periodo di piano (2022-2024) da parte dei nuovi private bankers; nel precedente piano industriale i flussi di nuova raccolta erano stimati pari a 1.025 milioni nel triennio 2021-2023 contro 255 milioni previsti attualmente per il medesimo periodo; la diminuzione è attribuibile alla revisione del piano di assunzioni di nuova forza commerciale.
 
La crescita della raccolta indiretta passa da 7,6 miliardi di euro nel 2021 a 8,7 miliardi nel 2024 principalmente per effetto dello sviluppo della “raccolta di qualità”; nel precedente piano industriale era previsto un obiettivo pari a 7,5 miliardi a fine 2023 contro 8,6 miliardi attualmente previsti per il medesimo esercizio.


La crescita delle masse totali del gruppo passa da 18,1 mld di euro nel 2021 a  19,2 mld a fine esercizio 2024; nel precedente piano industriale le masse totali del gruppo erano previste pari a 18,5 mld a fine 2023 contro i 19,3 mld attualmente previsti per il medesimo esercizio.  


Il margine di intermediazione previsto è pari a 68,8 milioni di euro nel 2023 e a 71,3 milioni nel 2024; nel precedente piano industriale il margine di intermediazione per l’esercizio 2023 era previsto pari a  72,3.
 

Il risultato netto di gruppo stimato è pari a 4,9 milioni di euro nel 2023 e a 5,4 milioni nel 2024 contro 6,4 milioni previsti nel precedente piano industriale a fine 2023.
 

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