Quantcast

fisco matto

Mediolanum, la grana fiscale a lieto fine
per i sottoscrittori dei fondi comuni di diritto irlandese
 

L’Agenzia delle Entrate sta inviando ai sottoscrittori di fondi comuni della Sgr stabilita in Eire gli inviti al ravvedimento per i redditi esteri non dichiarati. Ma si tratta di una svista.

Il Moloch del Fisco sulla strada delle imprese


Negli ultimi anni è entrato in vigore in numerosi Paesi lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale previsto dagli accordi internazionali in materia di scambio di informazioni finanziarie a fini fiscali secondo il Common Reporting Standard (CRS) e dalla Direttiva 2014/107/UE del Consiglio del 9 dicembre 2014 che modifica la Direttiva 2011/16/UE.
 
L’Agenzia delle Entrate può quindi incrociare i dati ricevuti con quelli delle dichiarazioni dei redditi e, in caso di discordanze, invia all'interessato una richiesta di accedere al proprio cassetto fiscale per verificare ed eventualmente integrare la propria dichiarazione dei redditi.
Le integrazioni possono riguardare tre fattispecie:
- Dichiarazione (Modello RW) ai fini del monitoraggio delle attività detenute all'estero.
- Dichiarazione ed eventuale versamento dell’Ivafe, imposta di bollo sulle attività finanziarie detenute all'estero.
- Dichiarazione ed eventuale versamento dell’imposta sui proventi.
 
I primi due obblighi si assolvono tramite il Modello RW, mentre al terzo è possibile ottemperare sia tramite il Modello 730 (Quadro D), sia mediante la dichiarazione completa (Quadri RM ed RT).
 
Come si può osservare nell’immagine, l’AdE ha ricevuto dati dall'Irlanda per i locali fondi Mediolanum International Funds (in questo caso Mediolanum Best Brands e Challenge Funds) e sta invitando i contribuenti a regolarizzare le omissioni dichiarative e contributive per l'anno di imposta 2018 avvalendosi del ravvedimento operoso.
Se un intermediario finanziario è residente all'estero e non ha una succursale in Italia, infatti, non può esserci regime fiscale amministrato e non c'è quindi modo di evitare la dichiarazione riguardante la consistenza degli attivi posseduti all'estero, della relativa imposta di bollo (Ivafe), nonché dei proventi percepiti sotto forma di redditi di capitale (interessi e assimilati) e/o redditi diversi (plusvalenze).
 
Nel caso dei fondi Mediolanum c’è invece un errore, perché questi sono collocati da un intermediario residente in Italia, la stessa Mediolanum, e quindi non vi è da dichiarare alcunché. I clienti del biscione, come logico allarmati, ricevono immediatamente un apposito documento da poter presentare al fisco e in cui è spiegato nei minimi dettagli l’inquadramento normativo e fiscale dei fondi comuni di diritto irlandese del Gruppo. Si legge infatti: “Non sussiste alcun obbligo dichiarativo in quanto le quote dei fondi comuni di Mediolanum International Funds Ltd. sono direttamente collocate da Banca Mediolanum S.p.A., che applica l'imposta di bollo sugli strumenti finanziari” mentre “i proventi sono assoggettati a tassazione dalla banca corrispondente State Street Bank International GmbH succursale Italia”, che assolve agli obblighi quale sostituto di imposta.

 Ci auguriamo, una volta accertati i fatti, che l’Agenzia delle Entrate provveda ad annullare tutti gli inviti rivolti ai detentori di quote dei fondi Mediolanum International Funds, risparmiando a sé stessa ed ai consulenti e clienti Mediolanum inutili adempimenti.
 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo