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Fiducia in calo per gli investitori ad aprile

A misurarla è lo State Street Investor Confidence Index che rivela come l’Asia sia in controtendenza

Fiducia in calo per gli investitori ad aprile

Denis Dollaku, country head di State Street in Italia

Fiducia in calo per gli investitori nel mese di aprile: a misurarla è il Global Investor Confidence Index sceso a 92,9, con un calo di 6,6 punti dall’ultima rilevazione di marzo di 99,5 punti. La diminuzione è stata trainata da un calo di 8,0 punti dell'Ici nordamericano a 95,2 e da un calo di 6,7 dell'Ici europeo a 76,2. L'Ici asiatico è salito invece di 2,4 punti arrivando a 92.

Come funziona l’indice

L'Investor Confidence Index è stato sviluppato da State Street Associates, la società di ricerca e consulenza di State Street Global Markets, in collaborazione con Fdo Partners. Misura quantitativamente la fiducia degli investitori o la propensione al rischio analizzando gli andamenti reali di acquisto e vendita degli investitori istituzionali. L'indice assegna un significato preciso ai cambiamenti nella propensione al rischio degli investitori: maggiore è la percentuale di allocazione alle azioni, maggiore è la propensione al rischio o la fiducia. Una lettura di 100 è neutrale; è il livello al quale gli investitori non stanno né aumentando né diminuendo le loro allocazioni a lungo termine alle attività rischiose. L'indice si distingue dalle misure basate sui sondaggi in quanto si basa sugli scambi effettivi, invece che sulle opinioni, degli investitori istituzionali.

La situazione in Italia

Denis Dollaku, country head di State Street in Italia ha così commentato il dato: “Lo scenario internazionale attuale, le pressioni inflazionistiche al rialzo e una Bce più falco del previsto alimentano la paura degli investitori europei: non sorprende quindi il calo dell’Investor Confidence Index in Europa di 6,7 punti dall’ultima rilevazione di marzo. Guardando al panorama italiano, questo è caratterizzato da un tasso di inflazione annuo leggermente inferiore rispetto alla media europea, secondo gli ultimi dati Eurostat. Un certo grado di resilienza, unito al forte impulso che il Pnrr può dare agli investimenti pubblici e privati e all’economia del Paese nel suo complesso, ci fanno sperare in una ripresa economica e ad una conseguente risalita della fiducia degli investitori europei, una volta risolto il conflitto”.

L’Asia in controtendenza

"La propensione al rischio ha continuato a contrarsi nel mese di marzo: l'Ici globale è sceso infatti di poco più di 6 punti, perdendo quasi tutti i punti percentuali guadagnati dall’inizio del 2022", ha commentato Rajeev Bhargava, head of investor behavior research di State Street Associates. “L’atteggiamento sempre più aggressivo della Fed di fronte all'aumento dell'inflazione, insieme alle aspettative di crescita globale attenuate, hanno probabilmente spinto verso il basso il sentiment di rischio aggregato. È interessante notare che l'Asia è stata l'unica regione a registrare dei miglioramenti questo mese. Tuttavia, con i tassi di contagio da Covid che aumentano a livello locale e i conseguenti lockdown che hanno un impatto sull'attività economica, resta da vedere se questo percorso costruttivo persisterà".

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