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Intesa Sanpaolo: il conflitto? Ecco quanto pesa sui conti

Il gruppo chiude con profitti netti per oltre 1 miliardo di euro. Se si escludono le rettifiche riguardanti la Russia e l’Ucraina per 0,8 miliardi, il profitto netto sarebbe stato di 1,67 miliardi

Carlo Messina

Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpalo

Nel primo trimestre dell’anno Intesa Sanpaolo registra un utile netto pari a 1,7 miliardi di euro, escludendo 0,8 miliardi di euro di rettifiche di valore per Russia e Ucraina. L’utile netto contabile si attesta così a 1,024 miliardi, dato in calo del 32,5% rispetto allo stesso periodo del 2021. Al netto delle rettifiche l’utile sarebbe “pienamente in linea con l'obiettivo di oltre 5 miliardi per l'anno in corso”, come si legge in una nota ufficiale.

Si conferma quindi la formula del piano e, in particolare, l’obiettivo di 6,5 miliardi di euro di utile netto al 2025 e l’elevata la patrimonializzazione, largamente superiore ai requisiti normativi: common equity tier 1 ratio a regime al 13,6% deducendo dal capitale 0,7 mld di euro di dividendi maturati nel 1° trim. 2022.

Il risultato della gestione operativa è in crescita del 46% rispetto al quarto trimestre del 2021, i proventi operativi netti sono in aumento del 7,8% rispetto allo stesso periodo mentre i costi operativi sono in diminuzione del 3,2% rispetto al primo trimestre del 2021.

“Come Intesa Sanpaolo abbiamo da subito attivato un’unità di crisi dedicata interamente alla valutazione delle nostre attività in Russia, decidendo l’immediata interruzione di tutti i nuovi finanziamenti nel Paese, in aggiunta alla stretta osservanza delle sanzioni sin qui imposte”, ha dichiarato di Carlo Messina, consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo in occasione della presentazione dei risultati al 31 marzo 2022. “In questi primi mesi abbiamo dato pieno avvio alle principali iniziative industriali del piano d’impresa 2022- 2025 un piano che proietta la nostra Banca nel prossimo decennio. Confermiamo l’obiettivo di 6,5 miliardi di risultato netto al 2025 e il 70% di dividend payout in ogni anno del piano di impresa. Rimane inoltre confermata l’intenzione di remunerare gli azionisti attraverso l’operazione di buyback, soggetta all’approvazione della Bce”.

In questo quadro Intesa Sanpaolo rimane ai vertici di settore nel 2022 per redditività. “Stimiamo di superare i 4 miliardi in assenza di ulteriori criticità relative all’approvvigionamento energetico e delle materie prime; in caso di ipotesi molto conservativa di copertura al 40% delle esposizioni nei confronti di Russia e Ucraina stimiamo un risultato netto ben superiore a 3 miliardi”.

Procedono intanto le attività per l’avvio della nuova banca digitale, Isybank, che permetterà di migliorare ulteriormente la struttura dei costi. La loro riduzione sarà favorita anche dall’internalizzazione delle competenze core IT e dalla chiusura di oltre 450 filiali tra il quarto trimestre 2021 e il primo trimestre 2022 in vista del lancio della nuova banca digitale.

“Dopo la definizione della partnership con il leader di mercato Thought Machine è stata creata una nuova unità (Isy Tech) per lo sviluppo di Isybank con 190 specialisti; Nella prima parte dell’anno abbiamo conseguito un ulteriore miglioramento della qualità dell’attivo grazie a una riduzione dei crediti deteriorati lordi di 4,8 miliardi rispetto a fine 2021: un valore equivalente alle nostre esposizioni nei confronti di Russia e Ucraina. Abbiamo così portato l’incidenza dei crediti deteriorati lordi all’1,6% e dei netti allo 0,9% considerando la cessione avvenuta in aprile e le altre previste per quest’anno (già oggetto di accantonamenti nel quarto trimestre 2021) e applicando la metodologia Eba”.

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