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Salone del Risparmio 2022

Il sustainable investing è pronto al raddoppio

Secondo una ricerca condotta da Assoreti e McKinsey, il 90% del mercato italiano delle reti di consulenza stima che nel 2025 il peso dei prodotti esg nei portafogli salirà al 35-40% dall’attuale 15-20 per cento

Ambrosetti Am Sim e Nummus.Info, accordo sull'analisi Esg

Il sustainable investing, che figura oggi tra i primi tre obiettivi dell’agenda strategica del mercato italiano della consulenza finanziaria, nel 2025 potrebbe assistere a un raddoppio del proprio peso nei portafogli dei clienti delle reti rispetto all’attuale 15-20%.

A fornire questa previsione è  la ricerca “Modelli di business vincenti per le reti di consulenti finanziari in ambito esg”, presentata in occasione dell’evento promosso da Assoreti per il Salone del Risparmio, “Ruolo e valore della consulenza finanziaria nella transizione sostenibile”. Oltre alle reti  la ricerca condotta da McKinsey ha analizzato anche le dinamiche di comportamento dei clienti - più di mille, tra private e affluent - in relazione agli investimenti e alla consulenza finanziaria in ambito esg.

Quasi tutti gli operatori stanno portando avanti varie iniziative per incentivare la penetrazione dei prodotti di investimento esg nei portafogli e sensibilizzare gli investitori sulle tematiche di sostenibilità. Dalla survey è emerso come dall’inizio del 2022 l’interesse esg sia aumentato per la maggior parte dei clienti e per oltre il 70% di quelli più facoltosi. Ad oggi il 40% delle reti ha attivato partnership a tema esg con asset manager specializzati e il 25% ha già adottato rating di sostenibilità proprietari, con l’obiettivo di sviluppare un team dedicato alla selezione di prodotti esg compliant (oggi il 22% ne ha già uno).

La ricerca mette in evidenza anche il ruolo della normativa come leva per favorire le tematiche esg, con l’inserimento nel questionario di adeguatezza delle preferenze di sostenibilità della clientela dal prossimo agosto. Il 44% delle reti associate ad Assoreti è già pronto a rispondere alla normativa e il 20% ha attivato tool specifici per analizzare le informazioni fornite. Nei prossimi mesi, l’adeguamento ai nuovi obblighi di Mifid II per il 67% dell’industria rifletterà lo standard predisposto dalle richieste della normativa e per il 33% comprenderà anche domande integrative.

La formazione rappresenta poi uno dei fattori chiave per sviluppare l'integrazione delle tematiche esg nel modello di consulenza: il 90% delle reti ha infatti avviato corsi esg complementari a quelli obbligatori (il 56% con percorsi interni, il 33% misti). L’86% delle reti ha già messo a disposizione dei consulenti strumenti dedicati che includono attività di formazione (57%), piattaforme digitali (43%) e tool per valutare la conformità normativa dei prodotti (29%).

Tecnologia e specializzazione sono le leve condivise dall’industria per una conoscenza del comportamento del cliente sempre più approfondita. Le reti di consulenza sostengono infatti che oggi il 50% dei clienti sarebbe disposto a sostenere costi maggiori per un prodotto esg, visto l’interesse medio-alto per il tema dichiarato dall’83% dei clienti intervistati.

 

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