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La guerra taglia i rating in Europa

Secondo i dati dell’ultimo report di S&P aumenta il numero delle società con rating “CCC” o inferiore e sale la stima relativa ai default a fine anno

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L’ultimo report di S&P Global Ratings rileva un aumento delle società europee con rating “CCC” o inferiore e sottolinea la possibilità di stress futuri, visti i livelli attuali di liquidità e di leva finanziaria.

Il numero di emittenti europei con rating "CCC" e inferiore è salito a 59 al 31 marzo 2022 contro i 53 al 31 dicembre 2021, a causa dell'aumento degli emittenti direttamente o indirettamente legati al conflitto tra Russia e Ucraina.

"Le conseguenze dell'impatto del conflitto, tra cui l'aumento dei prezzi dell'energia e dei generi alimentari, la prospettiva di una politica monetaria più restrittiva e le condizioni di liquidità, potrebbero esercitare pressioni sulla futura performance degli emittenti con rating 'CCC'", ha affermato Nicole Serino, analista di Credit Markets Research.

La ripresa dei rating in Europa sembra più lenta rispetto al Nord America:  le società europee con rating "CCC" sono ancora al di sopra della media quinquennale, mentre quelle nordamericane sono già tornate al di sotto di tale livello.

Gli effetti a catena del conflitto, combinati con l’inasprimento monetario previsto e con livelli inferiori bassi di liquidità, rappresenteranno probabilmente una sfida continua per gli emittenti europei con rating "CCC".

Due terzi degli emittenti "CCC" hanno una liquidità insufficiente o debole, mentre i livelli di leva finanziaria superiori a 10 volte suggeriscono che le strutture patrimoniali potrebbero diventare insostenibili, in base alle future condizioni economiche e di mercato.

Il settore dei media e dell'intrattenimento continua a detenere il maggior numero di emittenti con rating "CCC", anche se il loro numero è in calo.

Non ci sono state insolvenze in Europa nel primo trimestre dell’anno: il tasso di insolvenza di livello speculativo europeo registrato a marzo è stato solo lo 0,7%  per cento.

Tuttavia, il ritmo delle insolvenze è aumentato ad aprile: sono già quattro le insolvenze nella regione nelle ultime due settimane. La situazione è destinata  a peggiorare. Come scrive S&P in una nota, “prevediamo che le pressioni dell'aumento dei costi di input peseranno sempre più sui margini aziendali nel corso dell'anno e che i tassi di insolvenza cresceranno al 2,5% al 31 dicembre 2022".

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