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Intesa Sanpaolo guarda al futuro con il quantum computing

Attraverso Neva ha investito in Classiq, società israeliana specializzata nella nuova tecnologia ad alto potenziale di sviluppo

Il reporting delle tecnologie intelligenti e del capitale intellettuale

Intesa Sanpaolo scommette sulle potenzialità del quantum computing, una tecnologia che consente di applicare un nuovo paradigma per ottenere calcoli sempre più complessi, non gestibili con i computer tradizionali, indipendentemente dalla loro potenza elaborativa.

Neva Sgr, controllata al 100% da Intesa Sanpaolo Innovation Center, ha appena concluso tramite il proprio fondo Neva First un investimento in Classiq, società israeliana specializzata in quest'ambito.

I computer quantistici sono costruiti a partire da qubit (quantum bit), unità di immagazzinamento e processamento dei dati che obbediscono alle leggi della meccanica quantistica anziché a quelle dell’elettromagnetismo su cui si basano i chip ordinari. A differenza dei bit, i qubit possono elaborare molte più informazioni contemporaneamente, pur restituendo un output in formato digitale standard e quindi interpretabile dai sistemi di calcolo tradizionali.

Tra i settori che beneficeranno maggiormente del quantum computing, sia nel breve che nel medio- lungo termine, si conferma quello dei servizi finanziari, bancari e assicurativi.

“Il quantum computing è una tecnologia chiave per il futuro, dall’altissimo potenziale d’impiego in molti settori, compreso quello finanziario, che lo sta già studiando e sperimentando” – afferma Mario Costantini, ceo di Neva sgr. “Siamo convinti che il nostro impegno in Classiq fornirà ottimi ritorni e che il quantum computing troverà una crescente collocazione all’interno del nostro ampio e diversificato portafoglio di investimenti nelle migliori realtà fintech e deeptech nazionali e internazionali”.

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