Quantcast

Cybersecurity

Dark web: mail e password nelle mirino dei pirati digitali

Nell’ultimo anno il numero degli alert relativo al furto di dati personali è stato di 1,8 milioni in crescita del 57,9 per cento

dark web

Dati personali e finanziari sempre più a rischio. Ad affermarlo è l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio Cyber realizzato dalla società Crif.

Nel 2021 si sarebbe verificata una vera e propria impennata del fenomeno: sono cresciuti del 48,7% gli utenti italiani che hanno ricevuto un avviso di attacco informatico. In particolare, il dato si riferisce agli alert relativi a informazioni ritrovate sul dark web.  Complessivamente il numero degli alert riferiti a dati rilevati nella "parte nascosta del web" è stato di 1,8 milioni nel 2021, in crescita del 57,9% rispetto al 2020. Quelli inviati con riferimento a segnalazioni sull’open web sono stati oltre 150 mila, con un aumento 16,4% rispetto al 2020.

Le informazioni "più gettonate" 

Secondo quanto risulta dall’Osservatorio Cyber di Crif, i dati personali degli utenti italiani che prevalentemente circolano sul dark web risultano essere le credenziali email, in secondo luogo il numero di telefono. I codici fiscali rilevati sul dark web sono cresciuti del 51% nell’ultimo anno di osservazione.

Risulta ancora più interessante osservare le combinazioni principali tra i dati intercettati sul web: quelle che crescono maggiormente includono i numeri di telefono e le carte di credito. Il numero di telefono è diventato un dato personale particolarmente prezioso perché consente l’accesso a molte piattaforme ed app, che hanno introdotto l’autenticazione a 2 fattori nelle loro procedure di login.

Se quelli ritrovati sul dark web sono per la maggior parte account email personali, si nota però una certa accelerazione sul fronte delle violazioni sugli account business, che arrivano a rappresentare il 22% del totale. Relativamente ai dati delle carte di credito, quasi sempre oltre al numero sono presenti anche cvv (il codice di sicurezza a 3 cifre presente sulle carte) e data di scadenza (nell’88,7% dei casi) e nel 72,5% dei casi si ritrova anche il nome e cognome del titolare, un’occorrenza quest’ultima in forte crescita rispetto al 2020.

Anche l’abbinamento di nomi e cognomi con i numeri di telefono ha registrato una forte crescita, giungendo al 47,1% nel 2021.

L’Italia tra i paesi più colpiti

Scorrendo la classifica dei Paesi maggiormente colpiti dal fenomeno del furto di email e password online si osservano ai primi posti Usa, Russia, Francia e Germania, seguiti dal Regno Unito e dall’Italia, che occupa il 6° posto assoluto, come già nell’anno precedente. Completano la top 10 Polonia, Brasile, India e Giappone.

Un’altra area di indagine dell’Osservatorio Cyber è quella dedicata alla classifica dei Paesi maggiormente soggetti a scambio di dati illeciti di carte di credito. Questa graduatoria è guidata dagli Usa, seguiti da India e Messico, con l’Italia che occupa la 10° posizione assoluta.

Il target più a rischio: gli uomini over 40

In Italia la fascia di popolazione maggiormente colpita è quella di età compresa tra 41 e 50 anni (con il 26,4% del totale) seguita dai 51-60enni (25,6%) e dagli over 60 anni (24,8%). Gli uomini rappresentano la maggioranza degli utenti allertati (nel 63,8% dei casi).

L’area con il maggior numero di persone allertate è il Centro, con il 37,3% del totale, seguito dal Sud, con il 26,7%, dal Nord Ovest, con il 21,0%, e dal Nord Est, con il 15,0%.

Nello specifico, le regioni in cui vengono allertate più persone sono il Lazio (con il 21,6% del totale), la Lombardia (12,8%) e la Campania (8,2%), seguite da Sicilia ed Emilia Romagna (entrambe con il 7,3%).

La provincia di Roma da sola arriva a spiegare il 18,6% dei casi totali, seguita da Milano (5,5%), Napoli (4,9%), Torino (3,9%) e, sorprendentemente, Perugia (2,6%).

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo