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Consulenza

Pressioni commerciali, serve un nuovo modello di consulenza finanziaria

Il segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani, in audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario: "Basta conflitto d’interesse tra intermediari e partner commerciali, è necessaria una riforma organica"

Riccardo Colombani, segretario generale First-Cisl

Riccardo Colombani, segretario generale First-Cisl

“Le pressioni commerciali esercitate dalle banche sui lavoratori devono finire. L’aumento dei procedimenti penali dimostra tutta la gravita’ del fenomeno. In parallelo si moltiplicano i ricorsi all’Arbitro per le controversie finanziarie, le cui decisioni vengono spesso ignorate: sono ben 38 le imprese inadempienti e 1915 i lodi non ottemperati. Gli ammonimenti delle autorità di vigilanza cadono nel vuoto: l’Ivass ha messo in guardia sui costi eccessivi delle polizze unit linked rispetto ai benefici prodotti per gli assicurati, eppure le loro vendite sono in costante aumento: i premi nel 2021 sono stati pari a oltre 55 miliardi di euro, con un incremento di oltre il 37% rispetto all’anno precedente. La verità è che l’attuale assetto dell’industria finanziaria è socialmente insostenibile: serve una riforma organica che lo riconnetta alla funzione sociale che la Costituzione gli assegna”.

Lo ha dichiarato il segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani, davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, nel corso dell’audizione dei sindacati su modelli distributivi e pressioni commerciali.  

“Il modello di consulenza oggi dominante è quello su base non indipendente. I lavoratori possono prestare consulenza solo su un numero limitato di prodotti finanziari e non di rado su di essi alle banche vengono riconosciuti degli incentivi dai loro partner commerciali. Bisogna passare – ha proseguito Colombani - ad un modello di consulenza alternativo, in grado di perseguire il migliore interesse del risparmiatore, come prevede la Mifid II. Va remunerato il servizio, non la vendita dei prodotti, riconoscendo incentivi economici agli intermediari che escono dal conflitto di interesse con le fabbriche prodotto. Solo così si tutela davvero il risparmio e si pone un argine alle pressioni commerciali. L’educazione finanziaria – ha sottolineato - riveste un ruolo cruciale perché i risparmiatori vanno dotati delle competenze necessarie a cogliere i vantaggi insiti nel nuovo modello di consulenza”.

 “Per riformare il sistema è inoltre fondamentale – ha concluso Colombani - vietare le campagne prodotto, adottare un questionario unico Mifid redatto dalla Consob, validare il profilo di rischio associato dagli intermediari ai prodotti distribuiti, consentire ai sindacati di esercitare il ruolo di whistelblower per segnalare alle autorità di vigilanza eventuali  violazioni delle normative, introdurre il reato di disastro bancario e finanziario”.

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