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Equity: ecco dove trovare valore in questo momento

Carbon neutrality e superciclo delle economie del Golfo tra le opportunità da cogliere per uscire dall’impasse secondo i gestori di NS Market

La diversificazione passa per i Paesi del Golfo

La necessità di accelerare sulla transizione energetica e l’impatto dell’inflazione continuano a essere i presupposti dello scenario attuale al cui interno gli investitori sono chiamati a muoversi. Ma quali spunti è possibile individuare nel mercato azionario?

A questo interrogativo hanno risposto i gestori Mark Krombas e Pierre Mouton in occasione del "NS Market Outlook & Investment Opportunities- Old energy, transizione energetica e inflazione”.” in cui sono state presentate le  rispettive strategie di investimento nel settore azionario, in questo contesto di rallentamento economico.  

Il superciclo delle economie del Golfo

Mark Krombas, gestore Qatar Insurance Company (Qic- il più grande fund manager del Qatar con aum di 7 miliardi di dollari- longa manu del Qia fondo sovrano che ha comprato il Psg) e del fondo Dgc Qic Gcc Equity, è uno dei pionieri dell’investimento azionario nei Paesi del Golfo (Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Uae) dai quali opera. La sua strategia di investimento si basa sulle opportunità offerte in questo momento dai Paesi del Golfo che beneficiano del mix costituito da prezzi del petrolio elevati e tassi di interesse al rialzo.

 Il Qatar, che si prepara ad ospitare i Mondiali di calcio di quest’anno, in particolare si appresta a diventare il fornitore di  gas e petrolio alternativo alla Russia per i Paesi europei (le stime vedono un aumento del 30% in cinque anni mentre le quattro linee produttive del nuovo impianto Lng a partire dal 2025 aumenteranno la produzione da 77 a 110 milioni di tonnellate all’anno).

“La spesa domestica dei Gcc, il Consiglio di cooperazione del Golfo, sta esplodendo grazie ad una serie di riforme politiche e fiscali che incentivano la creazione di nuclei familiari spingendo così i consumi nel real estate, nel retail, nel settore bancario, dei mutui e del turismo.  I governi dei Gcc stanno aprendo il capitale delle aziende controllate dai fondi sovrani agli investimenti stranieri privati con notevoli opportunità di ritorni a doppia cifra grazie a privatizzazioni e Ipo. Le monarchie saudite da anni stanno implementando piani di investimenti strategici orientati a diversificare le entrate che, a tendere, dipenderanno sempre meno dal settore oil&gas. I prezzi elevati del petrolio stanno supportando politiche fiscali espansive con notevoli investimenti nelle infrastrutture con boom nella costruzione di aeroporti e strutture turistiche, di retail e intrattenimento. Lentamente si stanno facendo strada riforme sociali che porteranno maggior forza-lavoro femminile con l’apertura di nuovi mercati. Se da un lato inoltre il settore bancario sta beneficiando sia dell’espansione del mercato dei mutui che di quello corporate, dall’altro il settore healthcare e education stanno beneficiando delle privatizzazioni in corso.  L’uscita dalla Russia dall’indice dei paesi emergenti favorisce i mercati Gcc”.

Situazione in miglioramento: i primi segnali

Per quanto riguarda Pierre Mouton, responsabile delle strategie long only di NS Partners e gestore del fondo Dgc Stock Selection, sono questi i segnali che faranno volgere al bello le previsioni: “ I big markets leader (Apple, Microsoft, Aphabet, Amazon, Meta) generano moltissima cassa, nonostante un così elevato Capex mentre i 50 titoli più capitalizzati dell’Msci World index mostrano un incredibile qualità degli attivi Alcuni degli strumenti più speculativi sono già stati colpiti ferocemente dai movimenti di mercato (Spac, Ipo, Unprofitable stocks) senza peraltro aver intaccato la market resilience”.

Alcuni indicatori chiave a livello macro stanno inoltre mostrando segnali di miglioramento: “La  produttività Usa non è colpita, le richieste di disoccupazione sono tornate a livelli pre-Covid, così come la produzione aggiuntiva di petrolio e vi è stato un recovery delle criticità della catena delle forniture”, ha concluso Mouton. “Salgono non solo i rendimenti dei governativi, ma anche i rendimenti dei titoli su Sp500 e Msci World, pertanto il mercato azionario rimane assolutamente attraente comparato al mercato obbligazionario (anche se i tassi sono in risalita). I rendimenti dell’Sp500 e del Msci World superano quelli del T-Bond a 10 anni di 300 punti base. Il cammino verso la carbon neutrality è probabilmente il più importante investment-cycle di sempre. Gli investimenti in quest’ambito, stimati tra 130 e 275 trillioni dollari entro il 2050, sosterranno l’equity”.

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