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Regione che vai, investitore che trovi

Secondo un’indagine di Trade Republic al nord persiste una forte preferenza per banche e broker tradizionali mentre al sud si trova la percentuale più alta di conti aperti su piattaforme di neo broker

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Un italiano su tre sarebbe più propenso a investire se avesse la possibilità di saperne di più. Si conferma così l’interesse di molti risparmiatori per tutte quelle iniziative di tipo educational che in questo momento stanno vivendo un vero e proprio boom.

Ad affermarlo è una ricerca commissionata dalla piattaforma di investimento Trade Republic all’istituto indipendente Censuswide che ha evidenziato non solo come e perché gli italiani investono, ma anche alcune criticità.

Secondo oltre 6 intervistati su 10 (65%), ad esempio, la possibilità di investire dovrebbe essere accessibile a tutti e non solo ai professionisti, ma, nonostante ciò, ben il 47% dichiara come sia troppo complesso.  Questa è probabilmente la ragione per cui il campione analizzato sembra dividersi equamente tra coloro i quali affermano di affidarsi ai consigli di professionisti esperti - soprattutto nel centro e nelle isole - e chi invece si informa e prende decisioni di investimento in modo indipendente - al nord.

A livello nazionale 1 italiano su 2 ha dichiarato che una delle principali ragioni che spingono a risparmiare è quella di costruire un progetto a lungo termine come l'acquisto di una casa, mentre il 40% mette da parte per far fronte alle piccole emergenze quotidiane.

Gli investitori che risparmiano di più sono quelli del centro Italia, dove l’86% dichiara di riuscire ad accantonare una piccola cifra ogni mese.

In Sicilia e in Sardegna solo il 44% degli abitanti ha investito in passato. Discorso diverso invece per Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta: la percentuale tende infatti a crescere fino a superare il 60% se si prendono in considerazione anche i rispondenti del nord-ovest. A livello nazionale la percentuale si attesta invece al 55%.

Interrogati sulle motivazioni che hanno portato a un’interruzione degli investimenti, circa 1 italiano su 3 ha affermato che sarebbe più propenso a riprendere se avesse la possibilità di saperne di più. Questa tendenza è particolarmente riscontrabile nelle regioni del nord-ovest (37%).

La percentuale più alta di rispondenti che stanno considerando di iniziare nuovamente a investire viene dalle regioni del nord-est (29%), ma una percentuale quasi analoga (26%) dichiara di non sentirsi abbastanza preparato sull’argomento.

Le preferenze tra nord e sud divergono anche per quanto riguarda gli strumenti e gli intermediari prescelti. Se al nord persiste una forte preferenza per banche e i broker tradizionali (scelti dal 67% degli intervistati), è nel sud Italia che si trova la percentuale (22%) più alta di conti di investimento aperti su piattaforme di neo broker. Anche i siti specializzati nel trading di criptovalute rappresentano uno strumento importante, scelto dal 42% di sardi e siciliani.

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