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Small & mid cap

Intermonte, performance negativa delle mid cap di qualità

La sovraponderazione dei titoli esposti alla trasformazione digitale, ha dimostrato un cattivo tempismo, nonostante i risultati trimestrali favorevoli

Techedge si quota sull'indice Ftse Italia Small Cap

Il mercato italiano nel mese è stato caratterizzato da minori volumi di scambio. Le mid-cap di qualità hanno registrato una performance molto più negativa rispetto alle illiquide small cap, a seguito di una riduzione dell’esposizione da parte degli investitori internazionali.

A descrivere questo scenario è l’ultimo report mensile sull’andamento del segmento italiano, realizzato da Intermonte, secondo cui la sovraponderazione dei titoli esposti alla trasformazione digitale, ha dimostrato un cattivo tempismo, nonostante i risultati trimestrali favorevoli. Dopo un significativo de-rating,  le valutazioni sono ora interessanti, alla luce di stime che l’ufficio studi considera ancora solide anche in uno scenario macro sfavorevole (Intermonte ha tagliato la previsione di crescita del Pil italiano 2022 a +2% da +3,7% di inizio anno). Per quanto riguarda i fondi Pir ordinari, la raccolta nel 1° trimestre 2022, pari a 160 milioni di euro, è stata in linea con le previsioni, ma la società sta adottando una visione più cauta per il resto dell'anno.

Performance in aumento. Il mercato azionario italiano (prezzi al 17 maggio 2022) è sceso del 2,2% nell'ultimo mese e dell’11,4% Ytd. L'indice Ftse Italy Mid-Cap (-2,0% nell'ultimo mese) ha sovraperformato l'indice principale dello 0,2% (-3,3% Ytd su base relativa), mentre l'indice Ftse Italy Small Caps (+0,2% nell'ultimo mese) ha registrato una performance migliore del 2,4% rispetto al mercato nell'ultimo mese, o +5,1% su base relativa dall'inizio del 2022. Guardando alle performance delle mid/small cap in Europa, l'indice Msci Europe Small Caps ha perso il 6,7% nell'ultimo mese, con una performance significativamente peggiore rispetto alle mid small cap italiane.

Stime in peggioramento. Dall'inizio dell'anno, Intermonte ha effettuato una revisione del +4,9% delle stime di Eps per il 2022, soprattutto grazie ai significativi upgrade degli utili dei titoli del settore energetico, mentre in media ha tagliato le previsioni per i restanti titoli, in particolare per la nostra copertura mid/small cap del 3,6%. Nell'ultimo mese, "se ci concentriamo sulla nostra copertura mid/small cap, il flusso di notizie relative ai risultati del 1° trimestre ci ha spinto ad assumere una visione leggermente più costruttiva sull'anno in corso (Eps 2022E rivisto al rialzo dell'1,6%), ma ad essere più cauti sulle proiezioni di crescita nel 2023 (Eps 2023E -1,5%)", si legge nel report relativo al mese di maggio diffuso oggi.

Valutazioni in aumento. Confrontando la performance year to date con la variazione delle stime per il 2022 nello stesso periodo, si vede come i titoli del Ftse Mib hanno registrato un de-rating del 16,9% (dal -8,3% di un mese fa), le mid-cap hanno registrato un de-rating dell'11,7% e le small-cap hanno registrato un re-rating del 2,4%. 

Come si legge nel report a cura del team di ricerca, "su una base P/E, il nostro panel è scambiato con un premio del 44% rispetto alle large cap, ben al di sopra del premio medio storico (17%), ma leggermente al di sotto del livello di un mese fa (48%)".

Liquidità in calo. Osservando l'andamento degli indici ufficiali italiani, si nota come la liquidità per le large cap nell'ultimo mese (misurata dai volumi medi moltiplicati per i prezzi medi nel periodo specifico) si attesti al di sotto della media annuale, risultando inferiore del 15,5% rispetto alla media a un anno, e peggiorando ulteriormente rispetto a un mese fa, quando lo stesso parametro era pari a -1,3%.

La liquidità per le mid-cap ha subito una contrazione più significativa, mostrando una variazione del -23,1%, mentre per le small cap la stessa metrica è diminuita del 19,8%. La liquidità media giornaliera per la copertura mid/small cap è stata di 2,05 milioni di euro nell'ultimo mese, in calo del 23,6% rispetto al corrispondente periodo di un anno fa.

Le stime per i PIR ordinari

Il team di ricerca di Intermonte prevede che la recente volatilità e l'incertezza dei mercati continueranno, almeno nel breve termine, e probabilmente limiteranno gli afflussi nei prossimi mesi. “Per quanto riguarda le nostre previsioni di afflussi per il 2022, abbiamo già evidenziato come fossero basate su ipotesi troppo aggressive. Alla luce dell'attuale scenario e dei dati ufficiali di Assogestioni relativi al 1° trimestre ‘22, stiamo assumendo un atteggiamento più prudente: la nostra nuova stima di afflussi per il 2022 di 838 milioni di euro implica comunque che i prossimi tre trimestri vedranno afflussi complessivi di quasi 680 milioni di euro”.

Nel lungo termine, le ipotesi si basano sull'aspettativa che l'interesse rimanga piuttosto alto grazie al beneficio fiscale e, dal punto di vista dei distributori, al fatto di poter contare su un impegno a lungo termine da parte dell'investitore.

 “Per il 2022, ipotizziamo una raccolta lorda di nuovi sottoscrittori di Pir pari a 600 milioni di euro, in calo rispetto a 1,8 miliardi di euro” precisa il team di ricerca di Intermonte. “Per quanti sottoscrivono Pir in modo continuativo, prevediamo che la raccolta complessiva nel secondo anno sarà pari a una parte della somma accantonata nel primo anno (dal 35% al 40% nel nostro modello); nei restanti anni (cioè dal terzo al quinto anno) ci aspettiamo afflussi stabili, pari in media al 60% degli investimenti effettuati nel secondo anno. Infine, calcoliamo l'ammontare del capitale che sarà ritirato dagli investitori che decideranno di uscire dal fondo prima del prima del termine dei cinque anni (per qualsiasi motivo) al 4% circa delle attività in gestione nel 2022 e oltre”.

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