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Riposizionare i portafogli su settori azionari più difensivi

“Per contenere un’inflazione che quest’anno su base annua raggiunge l’8.3%, il 9% e il 7.4%, rispettivamente, per Usa, Uk e area Euro, le banche centrali sono costrette ad alzare i tassi di riferimento e di conseguenza il costo del denaro, penalizzando così le aziende che devono prendere capitali a prestito per effettuare investimenti, tra cui le società growth soprattutto“. L’approfondimento a cura di Giacomo Calef, country manager

Riposizionare i portafogli su settori azionari più difensivi

L’attuale situazione economico-finanziaria è complessa come dimostrano i rendimenti dei principali indici di riferimento per le diverse asset class. A pesare sui diversi titoli ci sono alcuni aspetti da considerare tra cui l’invasione russa e la Cina con la sua politica “zero-covid”. L’analisi di Giacomo Calef, country manager


“L’attuale situazione economico-finanziaria è complessa: nel grafico sotto rappresentato sono riportati i rendimenti dei principali indici di riferimento per le diverse asset class al 25/05/2022. Per quanto riguarda il Barclays global aggregate Eur, l’indice obbligazionario globale, segna un -7.9% da inizio anno; l’azionario non fa meglio, con l’S&P 500 americano e il Nasdaq che segnano -17.3% e -27.9% rispettivamente e lo Stoxx 600 europeo un -11.5% da inizio anno. A pesare sui diversi titoli ci sono alcuni aspetti da considerare.


Prima fra tutti l’invasione russa che, a seguito del rincaro di molte materie prime, ha esasperato al rialzo un’inflazione che era già cominciata nel 2021 a causa di un iniziale aumento dei consumi e dei prezzi dell’energia (+25.9% in Europa su base annua), spinti dalla ripresa produttiva post-pandemia.

Il contributo cinese alla crescita economica globale, stimato da qui al 2027, è di circa il 30% e l’attuale frenata della produzione cinese è un’altra causa della revisione al ribasso delle stime di crescita di molti paesi sviluppati

Infatti, per contenere un’inflazione che quest’anno su base annua raggiunge l’8.3%, il 9% e il 7.4%, rispettivamente, per Usa, Uk e area Euro, le banche centrali sono costrette ad alzare i tassi di riferimento e di conseguenza il costo del denaro, penalizzando così le aziende che devono prendere capitali a prestito per effettuare investimenti, tra cui le società growth soprattutto. Un altro elemento di preoccupazione per quanto riguarda il contesto economico mondiale è la Cina, che persegue una politica “zero-covid”. Le ripercussioni per tale gestione della pandemia sono tuttavia molto dannose. Infatti, il contributo cinese alla crescita economica globale, stimato da qui al 2027, è di circa il 30% e l’attuale frenata della produzione cinese è un’altra causa della revisione al ribasso delle stime di crescita di molti paesi sviluppati. Tuttavia, nonostante le pesanti perdite subite sull’azionario da inizio anno, quest’ultimo rimane ancora più attrattivo dell’obbligazionario: se il rendimento del Treasury americano a 10 anni nell’ultimo periodo si è attestato intorno al 2.9%, il rapporto utile per azione stimato nei prossimi 12 mesi dell’S&P500 potrebbe aggirarsi attorno al 6%. In un tale contesto, sarebbe dunque opportuno puntare ancora sulle azioni viste le potenzialità di recupero future, eventualmente prediligendo settori più difensivi, e quindi meno influenzati dal ciclo economico, come il farmaceutico, ma anche quelli legati alle materie prime, come i metalli, considerata l’alta domanda prevista nei prossimi anni per sostenere la transizione energetica. Di contro sarebbe ideale sottopesare settori come il Real estate, che potrebbe subire eccessivi ribassi dovuti al contesto macroeconomico attuale, e l’obbligazionario, viste le limitate possibilità di recupero nel breve termine".
 

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