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Scenari/ Columbia Threadneedle Investments

Uk: opportunità promettenti, non solo nelle commodities

“Nel Regno Unito persistono opportunità di M&A e l'attività in entrata rimane a livelli record. Le enormi possibilità di arbitraggio valutativo continuano a suscitare l'interesse degli operatori di private equity e degli investitori esteri“. L’approfondimento a cura di Richard Colwell, responsabile azioni britanniche

Uk: nuove opportunità promettenti

Il primo trimestre 2022 si è caratterizzato per mercati ristretti guidati dalle materie prime e dal settore minerario. Il conflitto in Ucraina ha creato turbolenza sui mercati del petrolio, accentuando le pressioni in atto nei mercati già alle prese con la situazione del covid-19 e con i problemi delle catene di approvvigionamento. Vediamo nel Uk molte più opportunità di quelle offerte dalle materie, la cui natura volatile è motivo di preoccupazione. Richard Colwell, responsabile azioni britanniche
 


“Il 2022 è iniziato all'insegna della volatilità: il conflitto in Ucraina ha creato una notevole turbolenza sui mercati del petrolio, accentuando le pressioni in atto nei mercati già alle prese con la situazione del covid-19 e con i problemi delle catene di approvvigionamento. Pertanto, il primo trimestre 2022 si è caratterizzato per mercati ristretti guidati dalle materie prime e dal settore minerario.


Tuttavia, vediamo nel Regno Unito molte più opportunità di quelle offerte dalle materie prime (e dalle banche). Nutriamo profonde riserve sulla natura imprevedibile dei prezzi delle commodity e non riteniamo di avere un vantaggio in quanto gestori attivi. Siamo dell'avviso che le azioni petrolifere siano spesso scambiate su base "mark-to-market" e che i dirigenti delle aziende abbiano scarsa visibilità sui comportamenti futuri; pertanto, gli investitori hanno pochi margini per prevedere l'andamento delle azioni.

Inoltre, nell'attuale rotazione di mercato la natura volatile delle materie prime è motivo di preoccupazione; sul lungo termine riteniamo che il petrolio conduca a una deflazione, offrendo solo un sollievo temporaneo dall'inflazione, così come che la maggior parte delle aziende del settore presenti una bassa redditività del capitale impiegato (Roce) ed elevati oneri debitori e di spesa in conto capitale.

Nel team Azionario Regno Unito di Columbia Threadneedle ci proponiamo invece di generare alfa attraverso l'analisi bottom-up dei titoli azionari in aree in cui riteniamo di avere un reale vantaggio. Questo è il caso, ad esempio, del settore industriale, dove le molteplici leve che influenzano le imprese operanti al suo interno si prestano molto meglio a una corretta analisi fondamentale.

Impennata dei prezzi del petrolio
Ci preme sottolineare, tuttavia, che ogni shock petrolifero è diverso. In eventi passati in apparenza simili a quello di oggi, in cui cioè i prezzi del Brent hanno superato di due volte la loro media mobile a tre anni, l'indice Ism dei responsabili degli acquisti (Pmi) statunitense è diminuito, segnalando una contrazione economica. L'attuale valore del Pmi statunitense, invece, suggerisce un marcato dinamismo, che dovrebbe contribuire a limitare i danni. Quanto ai rendimenti azionari all'indomani di uno shock petrolifero, l'indice Msci world è arretrato del 30% nei 12 mesi successivi ai picchi dei corsi petroliferi del 1974 e del 2000, ma ha segnato un rialzo del 10% nei 12 mesi successivi a quelli del 1979 e del 1990. Uno shock petrolifero, quindi, non è sempre un male per le azioni.


I titoli minerari non offrono in definitiva una buona copertura dall'inflazione
Il settore minerario, nel frattempo, ha sovraperformato il mercato più ampio del 20% negli ultimi tre mesi, ma di conseguenza è diventato ipercomprato e ha superato la sua media a 12 mesi. Questo rialzo è stato determinato ancora una volta dagli aggiornamenti sugli utili per azione "mark-to-market" che seguono l'impennata dei prezzi delle materie prime.

I mercati dei metalli possono offrire un certo grado di protezione a breve termine contro l'inflazione, ma la verità è che i prezzi – e quindi la domanda – di queste materie prime sono sensibili all'inizio di un mutamento sostanziale e sostenuto della politica monetaria della Federal Reserve. La stretta della Fed provocherà un aumento dei tassi reali, innalzando così il costo-opportunità delle materie prime, che sono prive di rendimento cedolare, rispetto ad altri attivi denominati in dollari che offrono invece rendimenti crescenti. È probabile quindi che gli investitori riducano la loro esposizione ai mercati delle materie prime, indipendentemente dal supporto fondamentale di cui potrebbero godere.

I mercati dei metalli possono offrire un certo grado di protezione a breve termine contro l'inflazione, ma la verità è che i prezzi di queste materie prime sono sensibili all'inizio di un mutamento sostanziale e sostenuto della politica monetaria della Federal Reserve.

Tutto sommato, non crediamo che questo segni l'inizio di un superciclo; si tratta invece di un effetto reflazionistico post-recessione creato da un surplus di credito e dalla ricostituzione delle scorte a livello globale, che si scontra con una lenta reazione dell'offerta. Questi fenomeni durano di solito 12-18 mesi.


Pressioni sul costo della vita
La guerra in Ucraina ha provocato una significativa riduzione dell'esposizione al comparto bancario europeo e ad altri settori ciclici come auto, viaggi e tempo libero, e prodotti industriali. Se il conflitto prende una piega più costruttiva e lo scenario recessivo in Europa si allontana, ci aspettiamo un ritorno degli investimenti in queste aree.

Nonostante la fiducia dei consumatori sia in calo, rimangono numerosi motivi di ottimismo:

I consumatori hanno rimborsato i debiti sulle loro carte di credito e i saldi in percentuale del PIL sono inferiori alla media di lungo periodo

I risparmi lungo tutto lo spettro sono più elevati del livello pre-pandemia

L'economia ha raggiunto la piena occupazione e i salari stanno salendo, in particolare ai livelli di reddito più bassi.

2022: motivi di ottimismo
Nel Regno Unito persistono opportunità di M&A e l'attività in entrata rimane a livelli record. Le enormi possibilità di arbitraggio valutativo continuano a suscitare l'interesse degli operatori di private equity e degli investitori esteri. Nel 2021 il Regno Unito ha registrato 12 operazioni del valore superiore a 500 milioni di dollari, il massimo dal 2007. Nonostante il conflitto in Ucraina, questa tendenza è destinata a proseguire. Anche se non si è giunti a un accordo, l'interesse non è scemato e gli attivi quotati nel Regno Unito continuano a richiamare molta attenzione. In conclusione, gli operatori dispongono ancora di abbondante liquidità e siamo convinti che continueranno a prendere di mira il mercato azionario britannico.

Tutto sommato, quindi, il Regno Unito si conferma un'alternativa affidabile rispetto ai mercati più affollati e sopravvalutati. La proliferazione dell'investimento passivo e quantitativo negli ultimi anni, insieme alla recente volatilità, ha creato opportunità per noi in qualità di stock-picker e proprietari di imprese. In quanto investitori pazienti e guidati dalle nostre convinzioni, continueremo a evitare le altalenanti strategie di trading basate sul momentum per concentrarci sui fondamentali societari e puntare a elevati rendimenti corretti per il rischio“.
 

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