Quantcast

Politica monetaria

Bce, riunione d'emergenza anti-spread

Il Consiglio direttivo ha deciso di intervenire garantendo maggiore flessibilità al programma pandemico Pepp

Bce, si chiude l’era del quantitative easing

L’allargamento veloce e ampio degli spread dei titoli di Stato non solo italiani, ma di tutti i Paesi nell’area dell’euro periferica hanno spinto la presidente Christine Lagarde a convocare in videoconferenza una riunione di emergenza questa mattina.

Il Consiglio direttivo ha deciso  di intervenire con la flessibilità del programma pandemico Pepp contro la speculazione dei mercati per ridurre gli spread eccessivi e “preservare il funzionamento dei meccanismi di trasmissione della politica monetaria”. La Bce ha deciso inoltre di accelerare i lavori in corso per creare un nuovo strumento “anti frammentazione”.

L'espressione frammentazione di mercato descrive quella situazione in cui alcuni paesi subiscono un ampliamento significativo dei propri spread slegati dai fondamentali economici. Lo spread tra i tassi dei Bund e quelli dei Paesi meridionali più indebitati, in particolare l'Italia, è salito infatti ai massimi da oltre due anni sfiorando i 240 punti base.

Come ha anche ricordato la presidente della Bce Christine Lagarde nella conferenza stampa post-meeting della settimana scorsa, però "non c'è uno specifico livello dei tassi o di spread che può far scattare la frammentazione".

Il Pepp, programma lanciato il 26 marzo del 2020 e chiuso con la fine degli acquisti netti di attività lo scorso marzo, ha raggiunto un portafoglio titoli da 1.700 miliardi circa, con una quota di titoli italiani attorno ai 280 miliardi, contro i 412 miliardi di titoli tedeschi. La flessibilità nel reinvestimento dei titoli che scadono intende frenare la speculazione e l’allargamento ulteriore degli spread.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo