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Scenari/Global X

Verso la fine dell’era "There is no alternative"

“Le probabilità di recessione degli Usa sono in aumento, ma un soft landing rimane possibile. Se dovesse verificarsi una recessione, non sarà molto grave: le recessioni sono in genere più profonde quando più cicli si contraggono contemporaneamente. Attualmente, il ciclo dei profitti è debole, ma le aree che hanno un impatto sull'economia reale restano solide“. L’approfondimento a cura di Jon Maier, cio di Global X

Seconda metà del 2022: la fine dell’era Tina e i nuovi scenari della sicurezza

I mercati si aspettano una crescita economica più debole e un'inflazione più elevata di quanto le banche centrali abbiano dichiarato. L'aumento dei prezzi dell'energia e dei generi alimentari sono elementi chiave dell'attuale scenario: pur non rientrando nell'inflazione core, questi aumenti sono i più visibili nella vita di tutti i giorni e quindi hanno il maggiore impatto sulle aspettative. L’analisi di Jon Maier, cio di Global X.

“Nella prima metà del 2022, l'inflazione e il ciclo di rialzo dei tassi della Fed hanno dominato il sentiment del mercato. Nel secondo semestre ci aspettiamo che questi fattori rimarranno al centro dell'attenzione, ma con una maggiore enfasi sul loro impatto sulla spesa dei consumatori.
 
A nostro avviso, i mercati si aspettano una crescita economica più debole e un'inflazione più elevata di quanto le banche centrali abbiano dichiarato. L'aumento dei prezzi dell'energia e dei generi alimentari sono elementi chiave dell'attuale scenario: pur non rientrando nell'inflazione core, questi aumenti sono i più visibili nella vita di tutti i giorni e quindi hanno il maggiore impatto sulle aspettative. Prevediamo che le pressioni persisteranno, in particolare con l'Europa impegnata ad abbandonare l'energia russa. Oltre all'aumento dei costi energetici, prevediamo che la siccità e l'aumento dei costi dei fertilizzanti peseranno sui futuri raccolti, esacerbando ulteriormente i prezzi dei generi alimentari.
 
Nel frattempo, riportare i tassi ai livelli pre-quantitative easing sarà probabilmente un processo doloroso per i mercati. L'aumento dei rendimenti dei Treasury e la riduzione della liquidità hanno implicazioni su tutte le asset class e questa combinazione probabilmente continuerà a portare a una maggiore correlazione tra azioni e reddito fisso. In media, dal 2000, le azioni e le obbligazioni hanno avuto una correlazione negativa. Tuttavia, dalla fine degli anni '70 fino al 2000, la correlazione è stata più elevata. Le correlazioni annuali sono tornate ai livelli precedenti al 2000, sfavorendo i portafogli multi-asset, almeno nel breve periodo.
 
L'era Tina ("there is no alternative") si sta avvicinando alla fine: dalla crisi finanziaria globale in poi, con i rendimenti del reddito fisso a livelli estremamente bassi o negativi, le azioni erano l'unica asset class a cui gli investitori potevano rivolgersi per generare rendimenti.  Ora la differenza di rendimento tra il reddito fisso e il rendimento degli utili dell'S&P 500 inizia a ridursi. Anche se il reddito fisso rimarrà probabilmente un’area complessa, finché il ciclo di rialzi delle banche centrali prosegue, i Treasury possono potenzialmente offrire valore.
 
Le probabilità di recessione degli Stati Uniti sono in aumento, ma un soft landing rimane possibile. Se dovesse verificarsi una recessione, non riteniamo che sarà molto grave: le recessioni sono in genere più profonde quando più cicli si contraggono contemporaneamente. Attualmente, il ciclo dei profitti è debole, ma le aree che hanno un impatto sull'economia reale restano solide.
 
In Europa, se il gas continua ad arrivare, una recessione rimane improbabile. Non dovrebbero verificarsi carenze di gas quest’estate, poiché i consumi tendono a diminuire e l'Europa dispone di abbondanti scorte. Tuttavia, aumentano le preoccupazioni per l'autunno e l'inverno. Allo stesso tempo, la Cina rimane un rebus per la crescita economica globale: la domanda potrebbe riprendersi, ma il proseguimento della politica zero-covid mantiene in gioco il rischio di future chiusure.
 
A livello di posizionamento, continuiamo a preferire l’azionario Usa. Nello specifico, i titoli value in genere battono i titoli growth nei periodi in cui l'inflazione supera il 3%. Le azioni value, con un'inclinazione verso la qualità e l'energia, sono dunque interessanti viste le crescenti pressioni sui margini e l'importanza dell'energia nelle attuali pressioni inflazionistiche. Con il rallentamento della crescita economica è probabile che i settori difensivi diventino più importanti dei ciclici, ad eccezione del settore energetico. Il settore dei beni di consumo primari potrebbe essere favorito, con la diminuzione del reddito disponibile reale che potrebbe limitare la spesa dei consumatori, spingendoli verso i beni di prima necessità.
 
Il conflitto in Ucraina, infine, ha aumentato i rischi geopolitici e ha avuto implicazioni per la globalizzazione, i tassi di cambio e il cambiamento climatico. Soprattutto, il suo impatto sulle forniture di materie prime ha dato vita a una nuova era per quanto riguarda la sicurezza. A livello settoriale, questo scenario crea opportunità di posizionamento del portafoglio incentrate su tre aree chiave della sicurezza: sicurezza energetica, sicurezza alimentare e cybersicurezza.“
 

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