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Consumatori e imprese italiane sempre più pessimisti

“Le prospettive di disoccupazione sono sempre più considerate un problema. L'impatto dell'aumento dell'inflazione sul reddito disponibile reale è chiaramente pesante e probabilmente si manifesterà in una debolezza dei dati sui consumi nel terzo trimestre.” L’approfondimento a cura di Paolo Pizzoli, senior economist

Consumatori e imprese italiane sempre più pessimisti a luglio

Il deterioramento del quadro macro generale si riflette sempre più nei dati sulla fiducia. Se fino a giugno i dati italiani indicavano una relativa tenuta del clima di fiducia delle imprese rispetto ai principali Paesi europei, a luglio i dati sono peggiorati in modo inequivocabile in tutti i settori, con l'eccezione dei costruttori e dei dettaglianti. L’analisi a cura di Paolo Pizzoli, senior economist.

“Il peggioramento non ha ancora superato l'impatto della crisi di governo. Ci si aspetta un ulteriore indebolimento, ma grazie agli investimenti NextGenEu e ai buoni flussi turistici, l'Italia potrebbe riuscire a evitare una contrazione del Pil nel 3° trimestre del 2022.
 
La fiducia si è deteriorata ancora prima della crisi di governo
Il deterioramento del quadro macro generale si riflette sempre più nei dati sulla fiducia. Se fino a giugno i dati italiani indicavano una relativa tenuta del clima di fiducia delle imprese rispetto ai principali Paesi europei, a luglio i dati sono peggiorati in modo inequivocabile in tutti i settori, con l'eccezione dei costruttori e dei dettaglianti. Da notare che i dati sono stati raccolti prima che si concretizzasse la crisi di governo.
 
I consumatori continuano a soffrire di più
Data la continua ascesa dell'inflazione, il calo della fiducia dei consumatori non sorprende. L'indice ha perso quasi quattro punti nel mese, registrando il livello più basso da maggio 2020. I consumatori sono sempre più cupi sulle prospettive economiche italiane e sulle condizioni finanziarie delle loro famiglie, e vedono minori possibilità di risparmiare in futuro. Inoltre, le prospettive di disoccupazione sono sempre più considerate un problema. L'impatto dell'aumento dell'inflazione sul reddito disponibile reale è chiaramente pesante e probabilmente si manifesterà in una debolezza dei dati sui consumi nel terzo trimestre.
 
Produttori colpiti dal calo degli ordini
Sul fronte delle imprese, il settore manifatturiero segna un cambiamento rispetto al recente passato. I produttori italiani si erano dimostrati più resistenti dei loro omologhi dell'Eurozona alle interruzioni della catena di approvvigionamento, grazie a un discreto riempimento del portafoglio ordini. A luglio la componente ordini si è indebolita in tutti i settori, compresi i beni di investimento che hanno beneficiato dell'effetto NextGenEu. Poiché le scorte di prodotti finiti si stanno lentamente esaurendo, per il momento i produttori italiani stanno rivedendo solo marginalmente i loro piani di produzione.
Il settore delle costruzioni è ancora spinto dai finanziamenti Ue e dai generosi incentivi fiscali
L'effetto NextGenEu e i generosi incentivi fiscali continuano a funzionare a pieno ritmo nel settore delle costruzioni. Qui la fiducia è tornata a salire, spinta dall'aumento degli ordini e delle aspettative occupazionali. Poiché gli incentivi rimarranno pienamente in vigore per il resto del 2022, ci aspettiamo che il settore delle costruzioni rimanga un motore di crescita per il resto dell'anno.
 
Servizi in calo, ma il turismo regge meglio
A giugno avevamo accolto con favore l'aumento di fiducia registrato nei servizi. Tale guadagno è andato quasi completamente perduto a luglio, a causa di un forte calo nei trasporti e magazzinaggio e nei servizi alle imprese, forse a causa degli sviluppi nel settore manifatturiero. Tuttavia, il settore del turismo sembra tenere meglio, sostenuto da buoni ordini. Per il momento, i dati disponibili sembrano supportare la nostra opinione che il turismo potrebbe sostenere temporaneamente l'attività economica italiana nel corso del 3° trimestre del 2022, contribuendo a evitare una contrazione trimestrale.
 
Si continua a prevedere una crescita del Pil del 2,9% nel 2022, ma l'incertezza aumenta
Nel complesso, i dati sulla fiducia diffusi oggi suggeriscono che l'Italia non è immune da sviluppi esterni negativi, e in particolare dalle conseguenze di un'inflazione elevata. Il terzo trimestre si preannuncia più debole del secondo, ma l'effetto congiunto degli investimenti NextGenEu e di una buona stagione turistica dovrebbe contribuire a evitare una contrazione trimestrale, che probabilmente si concretizzerà nel 4022, forse accentuata dall'incertezza politica. Al momento, la crescita media del Pil nel 2022 è stimata al 2,9%, ma gli sviluppi politici rendono tale previsione sempre più incerta.”
 

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