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Il Pil italiano è cresciuto dell'1% nel secondo trimestre del 2022

“Gli indicatori di fiducia sono scesi a luglio, con eccezioni solo nei settori delle costruzioni e del commercio al dettaglio. L'impatto dell'inflazione sul reddito disponibile si aggiungerà all'incertezza originata dalla crisi di governo, aggiungendo forse un po' di prudenza nei comportamenti di consumo e investimento.“ L’approfondimento a cura di Paolo Pizzoli, senior economist

Il Pil italiano è cresciuto dell'1% nel secondo trimestre del 2022

Secondo le stime preliminari dell'Istituto di statistica italiano, il Pil italiano destagionalizzato ha registrato un'espansione dell'1,0 per cento nel secondo trimestre del 2022 (+0,1% nel primo), battendo nettamente le aspettative. L’analisi a cura di Paolo Pizzoli, senior economist.

“La sorpresa positiva poggia probabilmente su un effetto riapertura più forte del previsto, più visibile nell'attività turistica e sull'accumulo di scorte, e aggiunge rischi al rialzo alla nostra previsione di una crescita media del Pil del2,9% per l’intero anno.
 
La domanda interna spinge la forte accelerazione del Pil nel 2T22
Secondo le stime preliminari dell'Istituto di statistica italiano, il Pil italiano destagionalizzato ha registrato un'espansione dell'1,0 per cento nel secondo trimestre del 2022 (+0,1% nel primo), battendo nettamente le aspettative. Come di consueto con la stima preliminare, l'Istat non ha fornito una il dettaglio delle componenti, ma ha indicato che il principale motore della crescita trimestrale è stata la domanda interna al lordo delle scorte, mentre le esportazioni nette hanno agito da freno. Secondo l'Istat, il valore aggiunto è aumentato sia nell'industria che nei servizi, mentre è diminuito nell'agricoltura.
 
Turismo e accumulo di scorte forse al centro della sorpresa
L'entità del rimbalzo nel 2° trimestre del 2022 è una sorpresa, poiché è avvenuto quando l'impatto della guerra in Ucraina avrebbe già dovuto riflettersi in qualche misura nei dati. Ci aspettavamo un'accelerazione della crescita del Pil trainata dagli investimenti legati agli incentivi fiscali molto favorevoli per le attività edilizie e all'afflusso di fondi NextGenEu, e sospettiamo che ciò sarà confermato dai dati finali. Riteniamo che la sorpresa positiva sia dovuta alle restanti componenti della domanda interna: consumi privati e accumulo di scorte. Per quanto riguarda i consumi, l'impatto negativo dell'inflazione sul reddito disponibile è stato forse attenuato da un effetto di riapertura, più visibile nelle attività legate al turismo. In effetti, il miglioramento dei saldi internazionali del conto turistico ha fornito qualche indizio in questo senso. Avevamo previsto un contributo negativo delle scorte, ma sospettiamo che non si sia concretizzato.
 
Prevediamo una forte decelerazione nel 3T22
In prospettiva, non crediamo che il tasso di crescita registrato nel 2T22 possa ripetersi nel 3T22. Gli indicatori di fiducia sono scesi a luglio, con eccezioni solo nei settori delle costruzioni e del commercio al dettaglio. L'impatto dell'inflazione sul reddito disponibile si aggiungerà all'incertezza originata dalla crisi di governo, aggiungendo forse un po' di prudenza nei comportamenti di consumo e investimento. Riteniamo ancora probabile che, grazie alla spinta del turismo e dell'edilizia, l'economia italiana sia in grado di registrare una modesta crescita trimestrale nel 3° trimestre del 2022, ma attenzione alle scorte, una componente intrinsecamente piuttosto volatile.
 
I rischi per la nostra previsione del Pil al 2,9% per il 2022 sono ora al rialzo, a meno che non si verifichino gravi interruzioni nella fornitura di gas russo in autunno.
Il dato sorprendentemente buono del Pil di oggi comporta un effetto statistico di trascinamento del 3,4% per il 2022. A meno di gravi interruzioni delle forniture di gas russo all'inizio della stagione fredda, i rischi per la nostra previsione di crescita media del Pil al 2,9% per il 2022 sono ora al rialzo.“
 

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