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Unione Europea

Antiriciclaggio: leggi e sistemi diversi bloccano le indagini

Nella lotta al crimine transnazionale si sconta non solo la mancanza di coordinamento, ma anche una diversa interpretazione del diritto alla privacy

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Il contrasto al crimine organizzato e al riciclaggio di denaro si ferma in Europa alle soglie dei rispettivi confini nazionali. Ad affermarlo è il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, come ha riportato nei giorni scorsi Plus –Sole 24 Ore.

Per quanto assurdo possa sembrare ai non addetti ai lavori, in Europa non esiste una legislazione unica antiriciclaggio. «Ci sono delle direttive europee – ha precisato il procuratore– che ci invitano a non consentire i contanti mettendo un tetto di 10mila euro. Noi italiani abbiamo una norma per il contante a  duemila euro e da gennaio 2023 a mille. Diecimila euro sono troppi, è un sistema che va rivisto».

In pratica, in mancanza di normative omogenee, l’Europa, per la criminalità organizzata, rappresenta una grande prateria “e man mano che si sale verso nord, le maglie della giustizia sono sempre più larghe Per le mafie non esistono confini, quindi la moneta unica più che facilitare gli europei, ha aiutato i mafiosi”.

Un altro tasto dolente, che discende sempre dalla diversità tra i vari ordinamenti legislativi, è il diritto alla privacy.

Nella lotta al crimine transnazionale si sconta in Europa non solo la mancanza di coordinamento, ma anche una diversa interpretazione di quelli che vengono ritenuti diritti fondamentali.

In un incontro con la Commissione parlamentare antimafia svolto a metà giugno, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri ha ricordato che l’Europa è ossessionata dalla privacy. «In nome della privacy – ha sottolineato – è impossibile fare indagini di mafia in Europa».

Per esprime il concetto Gratteri ha citato un esempio lampante delle difficoltà che questo comporta in termini di accertamenti e investigazioni.

«In Germania non è possibile mettere una cimice in camera da letto – ha affermato il magistrato – e quindi, basta andare in camera da letto e organizzare traffici internazionali abnormi di droghe. Viviamo in un sistema ipocrita. Noi vogliamo la lotta alla mafia e non sappiamo rinunciare a nulla. In Germania con due kg di cocaina si resta in carcere due anni … Ecco che allora diventa conveniente trafficare in coca, basta superare i freni inibitori».

Germania, Olanda e Belgio – che grazie alla presenza di porti rappresentano tre piazze fondamentale per le  mafie e i cartelli latinoamericani – ha tre sistemi giudiziari differenti che di fatto rendono impossibile la creazione di squadre investigative comuni, se non sulla carta.

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