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Osservatorio Nazionale Npe Market

Crediti deteriorati: scongiurato per il momento il picco di nuovi flussi post Covid

Secondo l'analisi del Credit Village le transazioni nel primo semestre sono state doppie rispetto allo scorso anno

Crediti deteriorati: scongiurato per il momento il picco di nuovi flussi post Covid

Il mercato dei crediti deteriorati chiude il primo semestre 2022 con un trend in linea con le previsioni e scongiurando, almeno per il momento, picchi di nuovi flussi da post Covid.

Da gennaio a giugno 2022 secondo la rilevazione effettuata dall’ Osservatorio Nazionale Npe Market di Credit Village, sono state completate transazioni per 18,5 miliardi di euro di GBV (Gross Book Value) di Npe Non Performing Exposures, praticamente il doppio rispetto al primo semestre 2021 che aveva segnato volumi per 9,3 miliardi di euro. Ma questo incremento non deve allarmare: incide sull’aumento dei volumi 2022 la Gacs di Intesa San Paolo da 8,5 miliardi (nel semestre 2021 era stata perfezionata una sola Gacs per 1,5 miliardi). 16 miliardi di euro circa sono stati i volumi di Gbv ceduti sul mercato primario e 2,5 miliardi quelli sul secondario.

L’inizio del secondo semestre ha registrato il completamento alcuni importanti deal: durante il mese di luglio ed agosto, mesi solitamente più statici a livello di operazioni, Amco ha acquisito 1,4 miliardi di crediti leasing da Intesa Sanpaolo e 2,6 miliardi da Unipolrec, mentre Mps ha ceduto 3 portafogli per 900 milioni di euro a tre investitori (Intrum, illimity ed Amco) e l’accordo in esclusiva concesso a Gardant da Bper per la cessione di due portafogli per complessivi 2,5 miliardi.

I crediti garantiti da immobili rispetto agli anni precedenti sono percentualmente in diminuzione rispetto al segmento di crediti chirografari. Nei volumi complessivi del primo semestre 2022 le asset class secured “cubano” per il 35%, mentre il 65% è costituito da crediti unsecured.

La fotografia del primo semestre

Se si guarda al numero di operazioni, nel primo semestre vi sono state complessivamente 216 transazioni di cui 91 quelle completate sul mercato primario, mentre  le operazioni di re-trade 125. Nel 2021 nel primo semestre erano stati sottoscritti 249 contratti di cessione crediti NPE.

Le operazioni con Gacs hanno rappresentato il 63% dei volumi trattati direttamente con gli originator sul primario. Tre sono state le cartolarizzazioni con richiesta della Garanzia Pubblica chiuse entro la scadenza del 14 giugno per 10,28 miliardi di euro di valore nominale.

La principale è stata realizzata dal Gruppo Intesa Sanpaolo attraverso il veicolo Organa Spv su un portafoglio di 8,5 miliardi per circa 37.000 controparti debitrici. Il 69% del Gbv è rappresentato da crediti unsecured e la rimanente parte da crediti garantiti da asset immobiliari.

UniCredit ha invece ceduto al veicolo Itaca Spv 1,13 miliardi di nominale. La segmentazione dei due portafogli tra crediti secured e unsecured è molto similare e la presenza di una quota così significativa di posizioni non garantite giustifica il decremento dei prezzi di cessione rispetto a quelli registrati negli anni precedenti nelle cartolarizzazioni con Gacs. Organa Spv ha infatti emesso notes per 1,115 miliardi di euro (pari al 13,1% del GBV) mentre ITACA ha emesso titoli per 155 milioni, pari ad una percentuale di acquisto del 13,7%.

Diverso il discorso della terza operazione con Gacs, con struttura multioriginator nella quale 71 banche coordinate da Iccrea hanno ceduto 644,4 milioni di euro al veicolo BCC Npls 2022 che ha emesso notes per 158 milioni (24,5% prezzo acquisto). Il prezzo decisamente superiore alle altre due Gacs è dovuto alla presenza di una percentuale più alta di posizioni, garantite da asset immobiliari.

Buyer: i protagonisti del mercato primario e secondario

Nel mercato primario, escludendo le operazioni con Gacs, si è rivelata particolarmente attiva illimity, che sta diversificando sempre di più il suo business nel mercato degli Npe operando su varie tipologie di asset class e deal, dai single name, al senior financing, dai portafogli Utp ai crediti derivanti da riserve d’appalto ecc.  Gacs, Joint Venture fra originator e investitori/servicer e la cessione di piattaforme di gestione limitano inevitabilmente la disponibilità di portafogli sul mercato primario.

Nonostante ciò, si amplia sempre di più l’esercito di investitori che si focalizzano però su transazioni single name collegate a piani di restructuring di imprese in crisi o ad operazioni immobiliari o su portafogli di piccola size. Non si riscontrano nuovi e significativi ingressi dall’estero di player industriali, come avvenuto invece tra il 2016 e 2019. Quelli già presenti sul mercato si stanno muovendo ancora con molta cautela.

Nel mercato secondario Ifis Npl Investing , oltre ovviamente ad essere sempre ben presente nelle operazioni dirette con gli originator bancari e finanziari, ha effettuato un’operazione di Re-trade acquisendo da MBCredit Solutions un portafoglio ex Intesa San Paolo da 650 milioni di euro. Prosegue invece la crescita di Sorec, il servicer che si sta affermando anche come investitore specializzato su specifici segmenti, come quello unsecured. Proprio all’inizio dell’anno ha infatti chiuso un deal di oltre 90.000 posizioni per un GBV di 600 milioni.

Utp: operazioni per oltre 3 miliardi

30 operazioni hanno riguardato crediti classificati ad inadempienze probabili (UTP), per un controvalore superiore ai 3 miliardi. Il Gruppo UniCredit ha cartolarizzato un portafoglio di crediti UTP, prevalentemente dei segmenti Corporate e Sme, pari a circa 2 miliardi di euro. L’investitore principale nelle note mezzanine e junior è stato il fondo americano Christofferson, Robb & Company (CRC), mentre la gestione è stata affidata al Gruppo Prelios. Altra operazione significativa è stata invece effettuata dal Banco Bpm che ha cartolarizzato un portafoglio di 700 milioni di euro con una parte importante di posizioni Utp. La gestione è affidata al Gruppo Gardant e le notes mezzanine e junior sottoscritte da società controllate dai fondi di Elliot. Per il resto gli investitori sembra apprezzino maggiormente, per questo tipo di esposizioni, le operazioni single name. I player, infatti, investono su portafogli Utp di size elevata solo in presenza di accordi con gli originator molto ampi, trasversali e su base pluriennale.

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