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Azionariato attivo

Governance: i temi Esg entrano in assemblea

Sgr e investitori istituzionali hanno depositato 56 liste per l’elezione o la cooptazione dei candidati di minoranza in 43 società quotate

Mediobanca investe nel “climate engagement”

Emilio Franco, coordinatore del comitato gestori

Finita la stagione delle assemblee delle quotate italiane, è tempo di bilanci. Anche per quelli di sostenibilità.

A fornire una sintesi dell’interazione tra Sgr e investitori istituzionali ed emittenti, in termini di attività di engagement e attraverso la presentazione di liste di minoranza, è il Comitato dei gestori, in cui sono presenti associati e non associati ad Assogestioni.

Sgr e investitori istituzionali hanno depositato 56 liste (di cui 18 in società del Ftse-Mib, 29 del Mid cap e 9 dello Small cap) per l’elezione o la cooptazione dei candidati di minoranza in 43 società quotate (di cui 15 del Ftse-Mib, 21 del Mid cap e 7 dello Small cap). Sono risultati eletti, a luglio 2022, 66 candidati che hanno assunto incarichi in 38 società quotate (di cui 14 società del Ftse-Mib, 18 del Mid cap e 6 dello Small cap). Di questi, 37 sono consiglieri di amministrazione e 29 sono sindaci, di cui 26 presidenti di collegi sindacali (più 29 sindaci supplenti).

Emilio Franco, coordinatore del comitato gestori, ha spiegato a Plus-Sole24Ore: «Controlliamo anzitutto che per i candidati proposti non ci siano incompatibilità. Siamo particolarmente attenti al tema dei limiti di cumulabilità degli incarichi, per salvaguardare il time commitment, affinché venga dedicata un’attenzione adeguata alla società con particolare riguardo alle sfide che sta o dovrà affrontare. Infatti in alcuni casi è fondamentale che un consigliere si concentri solamente su quell’incarico specifico e non prenda parte a più mandati, alla luce dell’impegno necessario a svolgere adeguatamente il proprio ruolo».

Ma la presentazione delle liste è solo una delle modalità con cui Sgr e investitori istituzionali esercitano un’attività di engagement con gli emittenti partecipati.

Tra le altre pratiche ritenute indice di buona governance vi sono la presenza di un numero sufficiente di amministratori indipendenti e di una linea manageriale esterna alla famiglia di maggioranza nel caso delle imprese medio-piccole a controllo familiare.

Uno degli aspetti centrali dell’engagement è quello delle politiche di remunerazione del management e della necessità del loro allineamento con gli interessi degli azionisti in una prospettiva di sostenibilità finanziaria dell’impresa nel periodo medio-lungo. “Si tratta di un elemento fondamentale per la tutela degli interessi dei sottoscrittori. Per esempio, a volte insistiamo su clausole di clawback, finalizzate all’adeguamento del compenso variabile dei manager ex post al verificarsi di certe condizioni, previste per legge in Italia solo per le banche, ma che potrebbero essere opportune in ambito più ampio”.

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