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Crisi energetica

Il G7 approva il tetto al prezzo del petrolio russo

In via di definizione i dettagli del piano. Ecco il testo della dichiarazione congiunta dei ministri che non hanno stabilito i confini del tetto

Petrolio, in un mercato in contenimento il Brent è al suo massimo

I ministri delle finanze del G7 hanno approvato il piano che prevede di fissare un tetto al prezzo del petrolio che proviene dalla Russia.

"Confermiamo la nostra comune intenzione politica di finalizzare e attuare un divieto globale di servizi che consentono il trasporto marittimo di petrolio russo e prodotti petroliferi a livello globale", spiegano i ministri in un comunicato. "La fornitura di tali servizi sarà consentita solo se il petrolio sarà acquistato al prezzo fissato o al di sotto di tale prezzo ("price cap") determinato da un'ampia coalizione di Paesi che aderiscono al tetto e lo attuano", prosegue la nota ufficiale.

L'intenzione dei ministri è attuare il tetto in linea con la tempistica delle sanzioni Ue sul petrolio russo che partono il 5 dicembre. Per il momento i ministri non fissano i confini del tetto, che verrà fissato da tutta la coalizione che lo applicherà, sulla base di input tecnici. "Il prezzo sarà comunicato pubblicamente in modo chiaro e trasparente".

 “L'efficacia e l'impatto del price cap saranno attentamente monitorati e il livello dei prezzi sarà rivisto se necessario". precisano i ministri.

“Prevediamo che l'attuazione pratica del price cap si basi su un sistema di archiviazione e attestazione che copra tutti i tipi di contratti pertinenti. Il nostro obiettivo è quello di garantire un'attuazione coerente in tutte le giurisdizioni. Nell'attuazione, vorremmo limitare le possibilità di aggirare il regime di price cap, riducendo al contempo al minimo l'onere amministrativo per gli operatori di mercato. In vista della definizione e dell'attuazione finale, continueremo a coinvolgere un gruppo eterogeneo di Paesi e di parti interessate per migliorarne la chiarezza e rafforzarne il rispetto, e consentire che gli scambi continuino a svolgersi a un livello pari o inferiore al price cap previsto”.

Dopo l’ok del G7, per renderlo operativo toccherà all’Unione europea modificare il sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, La strada resta pertanto ancora tutta in salita perché il price cap ha il supporto della Commissione europea ma necessita dell’appoggio dei singoli Paesi membri. 

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