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Vigilanza

Ocf, radiato ex consulente Widiba

Alla base del provvedimento i numerosi episodi di acquisizione “della disponibilità di ingenti somme di pertinenza di diversi clienti, realizzati in un non ristretto arco temporale e con modalità dirette ad occultare all’intermediario l’operatività posta in essere”

Radiazione

Con Delibera n. 1995 il Comitato di vigilanza dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari ha radiato dall'albo unico il sig. A.D.R., ex consulente finanziario della rete di Banca Widiba.

Il procedimento prende il via il 27 maggio 2021 con l’invio all'Ocf di una comunicazione da parte di Banca Wise Dialog Bank in cui si segnala “ il compimento di presunte condotte irregolari da parte del Sig. A.D.R.”.

A completare il quadro sono le successive note del 21 giugno 2021, del 22 luglio 2021, dell’11 ottobre 2021, del 22 novembre 2021 e del 2 maggio 2022 con cui Banca Wise Dialog Bank ha trasmesso all’Organismo ulteriore documentazione relativa all’operato del consulente; a queste fanno seguito le note del 20 settembre 2021, del 23 giugno 2021 e del 2 marzo 2022  con cui, rispettivamente, alcuni investitori, il Tribunale ordinario di Torino e Crédit Agricole Italia hanno trasmesso ulteriori informazioni.

L’Ufficio  Vigilanza Albo, a seguito delle valutazioni effettuate sulla base di questi elementi, ha contestato al Sig. A.D.R., ai sensi dell’art. 196, comma 2, del Tuf, la violazione delle seguenti disposizioni del Regolamento Intermediari:

− art. 153, comma 3, per aver omesso di adempiere, nel termine normativamente previsto, ad uno degli obblighi informativi prescritti dalla medesima disposizione regolamentare;

− l’art. 158, comma 1 (già art. 107, comma 1, del previgente Regolamento Intermediari, adottato con delibera Consob n. 16190 del 29 ottobre 2007), per aver violato gli obblighi di diligenza, correttezza e trasparenza, in particolare, per aver:

− acquisito, anche mediante distrazione, la disponibilità di somme di pertinenza di clienti o di potenziali clienti;

− comunicato e trasmesso informazioni e documenti non rispondenti al vero a clienti o a potenziali clienti;

− art. 159, comma 6 (già art. 108, comma 6, del previgente Regolamento Intermediari), per aver ricevuto forme di compenso o finanziamento dalla clientela.

L’illecito consistente nell’aver fornito false informazioni e documenti ai clienti è stato sanzionato in maniera distinta e con il massimo della pena “ risultando posto in essere allo scopo di celare precedenti acquisizioni della disponibilità di somme di loro pertinenza”.

“Inoltre, nella complessiva operatività del consulente”, come si legge nel testo del provvedimento emesso dall’Ocf, “si riscontra una radicale violazione delle regole che presiedono al corretto esercizio della professione di consulente finanziario, atteso il contesto di totale opacità determinato nei rapporti con la clientela, nel quale hanno avuto luogo, fra l’altro, numerosi episodi di acquisizione, quantomeno temporanea, della disponibilità di ingenti somme di pertinenza di diversi clienti, realizzati in un non ristretto arco temporale e con modalità dirette ad occultare all’intermediario l’operatività posta in essere. Tali circostanze sono ulteriormente aggravanti e tali da compromettere del tutto l’affidabilità del consulente ad operare sul mercato”.

 

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