Quantcast

Mercato del lavoro

Employment Outlook Ocse: in Italia salari reali in calo del 3%

Secondo le proiezioni nel corso del 2022 scenderanno ancora di più rispetto alla media pari al 2.3%

 Employment Outlook Ocse: in Italia salari reali in calo del 3%

Si profila un netto calo dei salari reali in Italia che segnano un meno 3%, più del dato medio dell’area dei Paesi Ocse. A rivelarlo è l’Employment Outlook  pubblicato oggi che nel capitolo sull'Italia rileva come nonostante l'aumento della tensione nel mercato del lavoro,  la crescita salariale nominale resti debole in Italia".

Secondo il rapporto, i mercati del lavoro dei Paesi Ocse avrebbero registrato dei miglioramenti nel corso del 2022. Nonostante ciò il futuro appare incerto.

L’occupazione nell’Ocse è tornata a livelli pre-crisi  alla fine del 2021 ed ha continuato a crescere nei primi mesi del 2022. Il tasso di disoccupazione è sceso dal picco dell’8.8% dell’aprile 2020 fino al 4.9% di luglio 2022, poco sotto il 5.3% di dicembre 2019. Tuttavia, il recupero del mercato del lavoro è stato disomogeneo tra paesi e settori ed è ora minacciato dalle conseguenze economiche della guerra russo -ucraina.

In Italia, l’impatto della crisi del Covid-19 sul mercato del lavoro è stato attenuato dall’uso massiccio della Cassa Integrazione. Nonostante l’enorme calo delle ore lavorate, il tasso di disoccupazione massimo del secondo trimestre 2020 era di 0.5 punti percentuali al di sopra del 9.7% del dicembre 2019. Il mercato del lavoro è migliorato nei primi mesi del 2022 portando il tasso di disoccupazione al 7.9% a luglio – ma restando ancora ben al di sopra della media Ocse del 4.9%.

A giugno 2022, il tasso d’occupazione era al 60.1%, 1.1 punti percentuali al di sotto del livello del dicembre 2019. L’aumento del tasso di occupazione è stato maggiore per gli uomini (cresciuto di 1.2 punti percentuali fino al 69.1%) che per le donne (+0.9 punti percentuali per arrivare a 51%).

I posti vacanti sono cresciuti a livelli record nell’area Ocse e il numero di imprese che riportano difficoltà a reperire manodopera è cresciuto in molti Paesi e settori. Nonostante ciò, la crescita dei salari nominali rimane ben al di sotto dell’inflazione elevata spinta dalla guerra russo-ucraina.

Secondo le proiezioni, l’inflazione rimarrà ben al di sopra della crescita salariale negoziata per il 2022, continuando ad erodere i salari reali nel corso dell’anno.

In Italia, l’incidenza di posti di lavoro vacanti ha raggiunto livelli record nella seconda metà del 2021, per stabilizzarsi intorno a 1.9 nel primo trimestre 2022. L’aumento del tasso è stato particolarmente forte nei servizi di alloggio e di ristorazione dove ha raggiunto il 3% all’inizio del 2022.

Nonostante l’aumento della tensione nel mercato del lavoro, la crescita salariale nominale rimane debole in Italia. Nel secondo trimestre 2022, la crescita annua dei salari orari negoziati è rimasta intorno all’1%, mentre l’inflazione ha raggiunto il 6.9% (contro una media Ocse del 9.7%).

Secondo le proiezioni dell’Ocse, i salari reali scenderanno del 3% in Italia nel corso del 2022 contro una media Ocse del 2.3%.

I giovani sono stati particolarmente colpiti dall’impatto iniziale della crisi. Nel primo trimestre 2022, avevano in parte recuperato lo svantaggio, ma erano ancora in ritardo rispetto ai lavoratori più anziani. Il tasso di occupazione per la fascia di età dai 15 ai 24 anni era al di sotto del livello pre-crisi nella maggior parte dei Paesi, ed in media era tornato a livelli di inizio 2019 nell’area Ocse. Per le fasce di età 25-54 e 55-64, invece, il tasso di occupazione nello stesso periodo era cresciuto rispettivamente di 1 e 3 punti percentuali in media nell’area Ocse.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo