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Si avvicina la Lehman delle Utilities?

“In Europa, molte società che producono energia elettrica, utilizzando il gas, sono costrette a chiedere aiuto ai governi, nel tentativo di assicurarsi linee di credito aggiuntive e di gestire così una potenziale crisi di liquidità.” L’approfondimento a cura di Giacomo Calef, Country manager

Si avvicina la Lehman delle Utilities?

Le società di fornitura di energia elettrica, solitamente, cercano di coprirsi dai movimenti al ribasso dei prezzi del gas, negoziando sui mercati finanziari dei prodotti derivati chiamati futures, generalmente assumendo posizioni corte, fissando così il prezzo. Tuttavia, sul mercato, può succedere che le quotazioni del sottostante incomincino a salire. L’analisi a cura di Giacomo Calef, Country manager.

Le margin call del settore energy

La crescita dei prezzi del gas e l’alta volatilità sui mercati hanno scosso le compagnie fornitrici di energia più di quello che si pensa. Sebbene il dibattito pubblico sia concentrato sugli utili molto alti di alcune compagnie, ancora poco si discute del fatto che, in Europa, molte società che producono energia elettrica, utilizzando il gas, sono costrette a chiedere aiuto ai governi, nel tentativo di assicurarsi linee di credito aggiuntive e di gestire così una potenziale crisi di liquidità. Nel Vecchio Continente, ad esempio, grandi aiuti sono già stati concessi alle utilities di diversi paesi come: la tedesca Uniper per circa 11 miliardi di euro, ma anche la finlandese Fortum (2.3 miliardi) e la svizzera Axpo (4 miliardi di franchi). Quali sono, dunque, le motivazioni di questi prestiti? Le società di fornitura di energia elettrica, solitamente, cercano di coprirsi dai movimenti al ribasso dei prezzi del gas, negoziando sui mercati finanziari dei prodotti derivati chiamati futures, generalmente assumendo posizioni corte, fissando così il prezzo. Tuttavia, sul mercato, può succedere che le quotazioni del sottostante incomincino a salire. In questo caso, la controparte con cui è stato siglato il contratto inizia a richiedere di accantonare una determinata quantità di liquidità come garanzia, la quale cresce all’aumentare del valore del sottostante. La società è dunque obbligata a versare tale corrispettivo se vuole mantenere la posizione aperta, che altrimenti verrebbe chiusa, cristallizzando così una perdita. Un evento analogo era accaduto all’indomani delle dichiarazioni dell’Oms che aveva classificato il covid-19 una pandemia mondiale. In quell’episodio i mercati mondiali avevano subìto un tracollo del 30-40%, correlato ad un forte aumento delle richieste di copertura per i derivati sull’azionario, che raggiunsero il 300%. In gergo tecnico tali richieste di liquidità aggiuntive vengono chiamate margin calls, i cui incrementi sul mercato energetico, iniziati lo scorso anno, sono ben visibili nel grafico sopra riportato. Con i prezzi del gas decuplicati nel giro di un anno e con quelli dell’energia cresciuti del 250%, a causa delle continue interruzioni delle forniture da parte di Mosca, si iniziano a temere le conseguenze di una crisi di liquidità. Infatti, il colosso norvegese Equinor ha stimato in 1500 miliardi di euro il capitale necessario a salvare le compagnie del settore energetico. Per questo motivo non manca chi ha affibbiato al fenomeno l’appellativo di un “Lehman” delle utilities.”

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