Quantcast

Consumer Expectations Survey

Uomini e donne: come e perché si forma "l'inflation gap"

Secondo uno studio della Bce non solo le aspettative delle donne sul caro vita tendono ad essere più elevate, ma incidono in maniera diversa sulle decisioni di acquisto e di investimento

Uomini e donne: come e perché si forma l'inflation gap

Le donne tendono ad avere aspettative di inflazione più elevate rispetto agli uomini e questo divario, secondo i risultati del nuovo Consumer Expectations Survey (Ces) della Bce, è abbastanza rilevante perché influenza di conseguenza i comportamenti di acquisto e di investimento. Il divario, pari a quasi un punto percentuale, dipende, secondo gli analisti che hanno realizzato lo studio, dal modo in cui si formano le aspettative legate all’andamento dei prezzi.

I fattori che possono spiegare questo divario di genere sono diversi.

In primo luogo, in media, le donne pongono maggiore enfasi “sull'inflazione alimentare” percepita.

L’analisi non lo dice espressamente, ma su questo elemento potrebbe incidere il fatto che sono prevalentemente le donne a effettuare l’acquisto dei beni alimentari settimanale per tutta la famiglia: il confronto frequente con i prezzi allo scaffale fa sì che gli aumenti del carrello della spesa vengano percepiti con più immediatezza.

Gli analisti che hanno realizzato lo studio (Virginia Di Nino, Aleksandra Kolndrekaj e Aidan Meyler) concordano su un aspetto: “La nostra percezione dell'inflazione inizia spesso con l'esperienza personale nelle situazioni della vita quotidiana. Come consumatori, osserviamo e ci concentriamo sui prezzi che incontriamo nella nostra routine quotidiana. Li estrapoliamo fino a farle diventare percezioni più ampie dell'inflazione e alla fine modelliamo le nostre aspettative per l'inflazione futura”.

Questo è il motivo per cui le nostre preferenze e le abitudini di acquisto influenzano il modo in cui percepiamo e ci aspettiamo che si sviluppi l'inflazione.

Le aspettative di inflazione del consumatore medio dell'area dell'euro dipendono da come percepisce l'inflazione in tutte le principali categorie di spesa: cibo, salute, abbigliamento, trasporti, servizi pubblici e servizi abitativi. Tutti questi aspetti contano, ma la percezione dell'inflazione alimentare pesa ancora di più.

Inoltre, il divario di genere se si guarda all’incidenza dell'inflazione alimentare percepita sulle aspettative di inflazione totale, non esiste nei consumatori di età inferiore ai 34 anni ed è più alto per le donne di età compresa tra 35 e 49 anni.

Si stima che un aumento di un punto percentuale dell'inflazione alimentare percepita aumenterà le aspettative di inflazione a breve termine (tra un anno) delle donne di 0,40 punti percentuali. Al contrario, l'impatto sulle aspettative degli uomini è di 0,26 punti percentuali.

Quando si pensa all'inflazione futura, gli uomini sembrano essere più influenzati dalla percezione dell'andamento dell'inflazione dei trasporti, dell'abbigliamento e degli alloggi.

Questa divisione potrebbe riflettere la diversa distribuzione delle faccende domestiche tra uomini e donne. Basti pensare che gli uomini single e le donne single di età compresa tra 35 e 49 anni non differiscono molto nel modo in cui la loro inflazione percepita nel cibo, trasporti e alloggi va a incidere sulle loro aspettative di inflazione totale.

Nelle coppie di età compresa tra 35 e 49 anni invece il divario non solo resta, ma appare consistente.

Ma non solo. Le donne tendono ad “arrotondare” l’inflazione percepita: secondo gli studiosi si tratterebbe addirittura di multipli di 5 e di 10.

Perché tutto questo è importante per la politica monetaria? Perché il genere influenza le nostre percezioni di inflazione e le percezioni influenzano i comportamenti in una miriade di modi diversi. La differenza di aspettative tra donne e uomini incide nella vita reale, ad esempio, nel modo in cui viene affrontato il cambiamento delle circostanze economiche ( e pertanto nella scelta di un investimento e di un finanziamento).

Gli studiosi hanno anche verificato tuttavia, che, quando le donne e gli uomini ricevono nuove informazioni sulle variazioni del livello dei prezzi, anche se possono variare a seconda delle esperienze personali, entrambi adeguano le proprie aspettative di inflazione a un tasso simile.

In sintesi, come esseri umani, assorbiamo e rielaboriamo le notizie allo stesso modo indipendentemente dal nostro genere. In pratica, ancora una volta, l’educazione finanziaria potrebbe fare la differenza, favorendo la diffusione di informazioni accessibili a tutti a prescindere dal genere.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo