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Digital Frontiers 4.0

App e conti on line? Si, ma solo se fanno guadagnare

Quasi un terzo dei consumatori però sceglierebbe un’altra banca o un altro fornitore di servizi finanziari se quello attuale li obbligasse a recarsi di persona in filiale

App e conti on line? Si, ma solo se fanno guadagnare

La tecnologia può svolgere un ruolo centrale nella gestione delle finanze? Si, ma solo a determinate condizioni e solo se complementare al servizio fornito in filiale. E’ la conclusione a cui giunge la ricerca Digital Frontiers 4.0 di VMware condotta su 6mila consumatori in Francia, Germania, Regno Unito, Italia e Spagna.

Secondo quanto emerso, ben il 31% dei consumatori (il 36% in Italia) si affiderebbe a una app per gestire i propri risparmi se questo generasse maggiori rendimenti ogni mese, mentre il 39% (il 41% in Italia) si aspetta che il proprio provider di servizi finanziari utilizzi tecnologie come l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico per proteggere i propri fondi e dati personali.

Tuttavia, lo studio ha anche evidenziato come nonostante il maggior utilizzo dei servizi on line, si sia ancora ben lontani dall’avere una rete bancaria completamente digitale. Un terzo dei consumatori (il 28% in Italia), infatti, sceglierebbe un’altra banca o un altro fornitore di servizi finanziari se quello attuale li obbligasse a recarsi di persona in filiale, e solo il 37% (dato che in Italia diminuisce addirittura al 19%) concorda sul fatto che l’interazione umana nell’ambito finanziario sia quasi praticamente assente.

Infine, quasi due terzi (64%) dei consumatori (57% in Italia) si aspettano che il settore assicuri comunque l’offerta di quei servizi tradizionali, erogati di persona,di cui loro potrebbero anche non aver bisogno, ma altre persone sì.

“Ciò che i consumatori chiedono è che gli istituti finanziari costruiscano le loro offerte con una mentalità "digital-first" e non solo "digital-only", il che è decisamente una buona notizia per gli istituti tradizionali, meno per le fintech e le neobanks”, sottolinea Sabino Trasente, business solution strategy director VMware Semea. “A ben vedere, questo cambio di aspettativa parte proprio da altri settori. Il retail sta iniziando a unire l’esperienza e il servizio in-store con le innovazioni digitali che riguardano, ad esempio, le scelte di consegna. Eppure, in ambito finanziario ai consumatori vengono offerti solo chatbot di assistenza. Non si tratta di una discussione tra digitale e fisico, ma piuttosto di creare un mix in cui la scelta del livello di coinvolgimento spetti innanzitutto al consumatore: dall’attività bancaria basata su app a un colloquio con una persona in presenza o via chat, la decisione deve essere sempre a capo del cliente

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