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Report mensile mid small cap italiane

Intermonte, il de-rating indiscriminato crea nuove opportunità

Si confermano interessanti alcune società con un buon profilo internazionale che beneficiano di contratti esistenti

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Il recente calo del mercato riflette quanto economisti e investitori temano l’aggressività delle banche centrali nel loro tentativo di contenere la crescita e abbassare i livelli di inflazione, dopo che le recenti correzioni dei prezzi del gas e i miglioramenti lato supply chain non sono stati in grado di migliorare il quadro complessivo. Secondo il Report mensile di Intermonte, se, da un lato, le mid-small cap sono vulnerabili a questi fattori, dall'altro il recente de-rating indiscriminato dei titoli growth ha penalizzato alcune società con un buon profilo internazionale che beneficiano di contratti esistenti o di chiari trend di settore. Secondo gli analisti però queste società restano interessanti, soprattutto nel momento in cui le stime di mercato considerano la recessione imminente.

Performance

Il mercato azionario italiano (prezzi al 19 settembre 2022) è sceso del 2,4% nell'ultimo mese ed è in calo del 19,7% su base annua. L'indice Ftse Italy Mid-Cap (-8,3%) ha sottoperformato l'indice principale del 5,9% nell'ultimo mese (-6,8% su base annua), mentre l'indice Ftse Italy Small Caps (-5,8%) ha registrato una performance peggiore del 3,4% rispetto al mercato nell'ultimo mese, ma un +5,3% su base relativa da inizio 2022. Guardando alle performance delle mid/small cap in Europa, l'indice Msci Europe Small Caps è sceso dell'8,6% nell'ultimo mese, con una performance sostanzialmente in linea con le mid-cap italiane.

Stime

Dall'inizio dell'anno gli analisti di Intermonte hanno attuato una revisione del +3,6% delle stime sugli Eps per il 2023, guidata da significativi upgrade degli utili dei titoli energetici, mentre in media hanno tagliato le previsioni per i restanti titoli, dell'8,5%, in particolare, per la copertura mid/small cap. Se si considera in particolare questa, nell'ultimo mese le previsioni Eps 2022 e 2023 sono state tagliate dell'1,1%.

Valutazioni

Nel confronto tra la performance a un anno con la variazione delle stime per l'esercizio ‘22 nello stesso periodo, i titoli del Ftse Mib hanno registrato un de-rating Ytd del 39,4% (era -39,5% un mese fa); le mid-cap hanno subito un de-rating del 28,7%, mentre le small-cap hanno registrato una revisione delle stime solo del 3,1%, superiore alla correzione del prezzo delle azioni. Su base P/E, il panel considerato da Intermonte è scambiato con un premio del 38% rispetto alle large cap, ben al di sopra del premio medio storico (17%), ma al di sotto del livello di un mese fa (46%).

Liquidità

Osservando l'andamento dell'indice ufficiale italiano, la liquidità per le large cap nell'ultimo mese (misurata dai volumi medi moltiplicati per i prezzi medi in un periodo specifico) è inferiore alla media annuale, attestandosi al -28,1% rispetto alla media a 1 anno, con un leggero miglioramento rispetto al mese precedente, quando la stessa metrica era pari a -38,7%. La liquidità delle mid cap ha subito una contrazione più significativa, con una variazione del -44%, mentre per le small cap la stessa metrica è diminuita del 41,5%. La liquidità media giornaliera per la nostra copertura mid/small cap è stata di 1,3 milioni di euro nell'ultimo mese, con un calo del 56% rispetto al corrispondente periodo di un anno fa.

Strategia di investimento

I mercati obbligazionari stanno ora prezzando una recessione significativa nel 2023. L'appetito degli investitori verso i titoli italiani rimarrà probabilmente basso nel breve termine, a causa dell'impatto dei costi energetici su imprese e famiglie (con il rischio della mancanza di offerta) e delle imminenti elezioni politiche, che potrebbero causare un periodo di volatilità. Se, da un lato, le mid-small cap sono vulnerabili a questi fattori, dall'altro il recente de-rating indiscriminato dei titoli growth ha penalizzato alcune società con un buon profilo internazionale che beneficiano di contratti esistenti o di chiari trend di settore (come rivoluzione digitale o Recovery Plan). Queste società società tuttavia restano interessanti, soprattutto se le stime di mercato considerano l'imminente recessione. Per quanto riguarda i Pir, gli afflussi di luglio sono rimasti negativi, e questo non è una sorpresa; gli analisti di Intermonte hanno tagliato le previsioni di afflussi per l'anno e la visibilità rimane bassa.

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